Il Tirreno

Firenze

Si sparano nel vano scale. Paura in un condominio

Matteo Leoni
Si sparano nel vano scale. Paura in un condominio

Cinque colpi di pistola, l’uno contro l’altro: Novoli diventa il Bronx I due uomini sono ricoverati all’ospedale di Careggi, uno è grave

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FIRENZE. Due uomini feriti, e un condominio stravolto dalla paura. È una sparatoria in piena regola quella avvenuta ieri nelle scale di uno stabile di via Baracca. Un palazzone dove abita una cinquantina di famiglie, a pochi metri dalla ferrovia e dalla sede della Caritas. Tutto è accaduto intorno alle 13,30. Molti residenti stavano pranzando, altri stavano riposando, quando la quiete domenicale è stata squarciata da cinque esplosioni. Cinque colpi di pistola, partiti probabilmente dalla stessa arma nel corso di una colluttazione. A terra sono rimasti un cinquantaduenne, Luigi Innocenti, e un settantaduenne, Francesco Vescovo. Entrambi feriti per colpi da arma da fuoco, sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e portati al pronto soccorso di Careggi per le cure del caso. Toccherà adesso ai carabinieri ricostruire che cosa sia successo. Alcuni condomini hanno riferito di aver udito delle grida e poi di aver sentito i colpi, ma nessuno avrebbe visto nulla. Il settantaduenne si trovava a casa sua, dove sta scontando gli arresti domiciliari. Il cinquantaduenne si sarebbe presentato nell’abitazione e tra i due è nata una lite accesa, poi degenerata, i cui motivi sono ancora tutti da chiarire. La sparatoria è avvenuta nelle scale condominiali, all’altezza del secondo piano. Prima le grida, poi sono passati alle vie di fatto. Una colluttazione, durante la quale uno dei due, dalle prime indagini pare il più giovane, avrebbe sparato. L’altro però sarebbe riuscito a impossessarsi dell’arma e a usarla per esplodere a sua volta dei colpi. Nessuno dei due uomini è in pericolo di vita. Qualcuno ha fatto sparire la pistola, che non è stata trovata.

Il settantaduenne sarebbe stato colpito solo di striscio. Più gravi le condizioni del cinquantaduenne, raggiunto da un proiettile, che per fortuna non avrebbe danneggiato organi vitali. Per lui la prognosi al momento resta riservata, sebbene le condizioni siano stabili. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Firenze, guidati dal colonnello Carmine Rosciano, sono al lavoro per risalire al movente della sparatoria. Al momento l’ipotesi degli investigatori, coordinati dal pm Vito Bertoni, è quella di una lite nata da vecchi dissapori. Entrambi gli uomini sono gravati da precedenti di polizia.

Non sarebbe escluso che gli screzi tra i due, è una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, possano essere nati per questioni relative al mondo della ricettazione. Il settantaduenne fu arrestato dalla guardia di finanza dieci anni fa, nel 2012, con l’accusa di aver nascosto al fisco redditi per oltre due milioni di euro. In base agli accertamenti delle fiamme gialle, comprava oggetti in oro rubati e li trasformava in lingotti comodamente a casa sua, in un forno allestito per lo scopo. Poi, sempre in base all’accusa formulata all’epoca, grazie a una fitta rete di contatti vendeva la merce sottobanco ad alcuni imprenditori compiacenti.

All’epoca dei fatti l’uomo era titolare di un negozio di compro oro in borgo Ognissanti, che fu posto sotto sequestro. L’attività era intesta alla moglie perché già allora l’uomo era noto alle forze di polizia per una serie di precedenti. La contestazione era quella di essersi accaparrato gioielli frutto di migliaia di furti in appartamento.

Per questi motivi gli investigatori starebbero valutando la possibilità che tutto sia scaturito da vecchie inimicizie.

Ieri pomeriggio sul posto è intervenuta anche la scientifica dei carabinieri, per i rilievi del caso. Le attività dei militari non hanno mancato di creare stupore tra i condomini: «Sono tornato a casa ma c’erano i carabinieri e non mi hanno fatto salire» racconta qualcuno. «Fino a oggi - aggiunge - credevo che questo fosse un condominio tranquillo».

Non appena le loro condizioni di salute lo permetteranno, i due protagonisti della vicenda saranno ascoltati dalla polizia.


 

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