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Di Canio: "Vi racconto come scegliere il libro giusto e essere felici"
La scrittrice oggi a Firenze presenta il suo ultimo romanzo "La libraia tascabile". "Ho mollato il posto fisso per realizzare il mio sogno e aprire una libreria e ora l'ho fatto diventare un grande racconto"
FIRENZE. Fresco di stampa e edito da “La libraia tascabile, come incontrare il libro giusto e vivere felici (o avere subito voglia di leggerne un altro!)” un romanzo che racconta storie, ritmi, passioni, sfide, sogni, incontri che possono accadere in una libreria, un romanzo che sbircia dietro le quinte di uno dei luoghi più magici che si possono trovare! Incontriamo l'autrice Cristina Di Canio, che sarà alla libreria L’ornitorinco oggi 12 giugno (via di Camaldoli, ore 19). Ci racconta qualcosa di più. Tutto è iniziato da una scatola iniziata lilla, «tutto è nel 2010 quando ho lasciato il lavoro fisso, ovvero un posto sicuro per seguire quello che era il tarlo che avevo da ragazzina ovvero quello di aprire una libreria - racconta - Il giorno del mio compleanno di quel 2010 una mia ex compagna delle elementari mi fece gli auguri su Facebook dicendo che stava cercando lavoro, che si era laureata e quindi voleva cercare qualcosa di diverso. Io sapevo che stava lavorando in una libreria e se lei lasciava qual lavoro significava che il suo posto restava vacante».
E così è iniziata questa avventura.
«Sì, in una libreria vicino casa, mi sono messa alla prova per vedere se il sogno una volta messo in atto sarebbe rimasto tale e subito dopo pochissimi mesi mi sono persuasa che era così. Ho deciso allora di cercare un posto e nel quartiere dove abito ho trovato un piccolo locale che ho affittato: trenta metri quadri interamente dipinti di lilla perché fare un colore unico era una spesa minore ed è stata battezzata scatola lilla dai lettori perché il nome ufficiale è “Il mio libro”, ma tutti la conoscevano come scatola lilla perché è poco più grande di una scatola da scarpe».
E adesso è anche diventato protagonista di un libro.
«Nel 2016 per Rizzoli è uscito il mio primo libro “La libreria delle storie sospese” perché nella scatola lilla nel 2014 è nato il libro sospeso che ha messo insieme lettori e storie che romanzate sono finite in quel romanzo. Mentre La libraia tascabile è un po' meno romanzato, c'è molto di vero anche per chi vuole avvicinarsi al mondo delle librerie e scoprire cosa succede quando la sera si abbassa la saracinesca».
Per consigliare il libro giusto bisogna conoscere sia libri che persone. Come si fa?
«Ci sono persone che entrano e ti raccontano la loro vita, alle volte la libreria diventa un luogo in cui la gente si confida, non so perché ma accade ed è la parte più bella».
Metti insieme anche gli incontri tra persone e libri.
«Adoro raccontare come i libri connettono persone che potrebbero non avere alcuna occasione per conoscersi, i librai hanno possibilità di far arrivare ai lettori anche storie che non si aspettano. Il libraio ascolta moltissimo perché ha bisogno di capire quale sia la storia, ma a volte la storia giusta non c'è. I libri possono essere dei compagni di viaggio ma non curano, per cui non ci sono libri per far fronte ad un lutto. Ci sono cose che devi attraversare come il dolore e per il libro può darti conforto. Mi piace fare connessione tra le persone, tra le persone e i libri, ma anche tra i librai. Ogni libreria è diversa soprattutto se è piccola e indipendente. In genere una parte della libreria deve essere lo specchio di quello che i lettori vogliono, non quello che piace a chi la gestisce. L'idea che i librai possono aiutarsi, conoscersi, capire dove si sta andando per me è fondamentale».
Cosa consigli ai nostri lettori per questa estate?
«Anche se ambientato a Milano, un giallo che si intitola “È colpa mia” di Domenico Wanderlingh, una storia in cui tutti ti sembreranno colpevoli e tutti innocenti».
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