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IL CASO

Gli Uffizi dicono no alla Warner, Boboli non sarà set del kolossal Dune

Antonio Passanese
Gli Uffizi dicono no alla Warner, Boboli non sarà set del kolossal Dune

La casa di produzione aveva offerto 150 mila euro

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FIRENZE. Per la seconda parte di “Dune”, la Warner Bros dovrà fare a meno di Firenze e del Giardino di Boboli. Sembra infatti che la casa di produzione americana, nelle scorse settimane, abbia contattato le Gallerie degli Uffizi per concordare l’allestimento del set e i costi per cinque giorni di riprese. Ma l’offerta ricevuta dal museo fiorentino, si parla di 150.000 euro, non avrebbe soddisfatto il direttore Eike Schmidt che invece ne chiedeva (anche in base a dei precedenti, perché, in realtà, un tariffario non esiste) 250.000 euro. La Warner avrebbe quindi deciso di non accettare il rilancio e di rinunciare alla location per ripiegare su mete meno care. Fra enti e istituzioni cittadine però c’è chi mugugna, non tanto per ragioni economiche ma per l’occasione persa e per la vetrina internazionale sfumata, soprattutto perché offerta da una casa di produzione “acchiappa Oscar”.

Da quello che si sa, gli Uffizi non avrebbero trovato alcuna convenienza nè nel ritorno pubblicitario del kolossal nè in quella cifra che, a pieno regime e in alta stagione, Boboli e le Gallerie riescono a incassare in appena tre giorni. Oltretutto, ora che Firenze è tornata in cima alla classifica dei luoghi da visitare – entro il prossimo anno si dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia, con circa 14 milioni di turisti – e con gli Uffizi che risultano il museo italiano con più appeal, a “Dune” e a quel denaro, avrà pensato Schmidt, si può anche dire di no. Da via della Ninna non arriva alcun commento alla notizia. Anzi, si fa sapere che le Gallerie, nel rispetto delle norme di riservatezza e come prassi comportamentale, non confermano nè smentiscono i rumour su trattative in corso o eventualmente non andate in porto, mentre quelle andate a buon fine sono direttamente consultabili sul portale trasparenza del museo. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt sottolinea in ogni caso di aver più volte attivamente impedito, in passato, la svendita del patrimonio artistico delle Gallerie a fronte di offerte assolutamente non congrue rispetto alle pretese di concessione manifestate. La Warner Bros aveva scelto, in tutta Italia, solo Firenze per girare alcune scene di “Dune Parte II”, ma dopo il niet di Schmidt, la società pare abbia deciso di escludere totalmente il nostro Paese dalle riprese. Il film, firmato dal regista Denis Villeneuve e interpretato, fra gli altri, da Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Josh Brolin e Javier Bardem, non uscirà prima dell'autunno 2023. Il primo capitolo è stato un vero campione di incassi e di critica, tanto che ha ricevuto 10 candidature ai premi Oscar, fra cui miglior film e miglior sceneggiatura non originale.

La saga parla di un distante futuro dell'umanità in cui il duca Leto Atreides accetta la gestione di un pericoloso pianeta, Dune, l'unica fonte di una droga in grado di allungare la vita e fornire eccezionali capacità mentali. In un recente intervento a ET Canada, Villeneuve ha definito la preparazione per Dune – Parte 2 come la sfida più grande della sua carriera: «Sarà molto intenso. Sono in preparazione in questo momento. Sarà uno dei lavori più difficili della mia carriera, perché è più complesso anche del primo episodio di Dune», ha spiegato il regista.

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di Redazione web