A tutta velocità per Dodô. È lui il primo obiettivo viola
Dopo il summit tra allenatore e dirigenza scatterà l’assalto per arrivare al terzino brasiliano di proprietà dello Shakhtar
FIRENZE. L’affondo scatterà a breve. Giusto il tempo di incontrarsi con Vincenzo Italiano, da metà settimana in poi, e poi ci si concentrerà sulle entrate. Il primo nome sull’agenda è quello di Dodô, il laterale basso destro brasiliano di proprietà dello Shakhtar. È il profilo che, per caratteristiche tecniche, meglio potrebbe andare a sostituire Odriozola, tornato alla casa madre, il Real Madrid (anche se in attesa di una nuova destinazione) : di certo un terzino con spiccate qualità offensive, capace di andare ad inserirsi alla perfezione in quella catena di destra che, la passata stagione, sfruttando la sintonia del basco e di Nicolas Gonzalez, ha fatto “male” a diversi avversari. Negli ultimi mesi vissuti in Ucraina, prima che la guerra rovesciasse ogni prospettiva, ha lavorato con Roberto De Zerbi, uno che ha insistito molto pure sui principi tattici: quella italiana potrebbe diventare una sfida da vincere. Il nodo è semmai rappresentato dalla formula dell’operazione: il club proprietario del cartellino (che solo pochi mesi aveva rifiutato 30 milioni dal Bayern Monaco) punta ad una cessione a titolo definitivo subito, pur consapevole della svalutazione legata al conflitto, mentre i viola sperano di ottenere un prestito, magari con un obbligo di riscatto che permetterebbe quantomeno di rateizzare il pagamento. È lui la prima scelta, l’operazione che potrebbe decollare prima di tutti. Piacciono anche Raoul Bellanova del Cagliari, sulle cui tracce c’è però molto forte l’Inter – che punta a chiudere nelle prossime ore – e pure Nahuel Molina, nazionale argentino di proprietà dell’Udinese per il quale stanno suonando le sirene delle big, dall’Atletico Madrid fino alla Juventus. Hector Bellerin dell’Arsenal, invece, punta a tornare al Betis Siviglia, dove ha giocato l’ultima stagione in prestito dall’Arsenal. Dodô piace a 360 gradi: ha una cilindrata non indifferente sia per quanto riguarda lo scatto che la progressione. Le sue accelerate permetterebbero di raddoppiare sulla fascia, creando superiorità numerica proprio come piace a Vincenzo Italiano: ecco perché nel summit in agenda tra le parti si parlerà proprio di lui. Certo, avrà bisogno di lavorare per rimettere nelle gambe la giusta benzina (le ultime gare ufficiale giocate con lo Shakhtar sono state a metà dicembre, con qualche amichevole disputata giusto prima dello scoppio della guerra nei ritiri tra Turchia e Dubai) , ma sulle sue doti non ci sono dubbi, anche sul fronte degli assist costruiti. Serve solo l’accelerata definitiva, dopo il summit con Italiano.
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