Riflettori sui gemelli Shpendi, ma Cesena-Empoli la decide Ilie
Il primo gol del romeno in campionato dopo un sontuoso assist di Ghion vale una vittoria sudatissima sul campo dei romagnoli. Lovato monumentale
EMPOLI. Aspetti i gemelli Shpendi e invece spunta Rares Ilie a decidere una sudatissima e importantissima vittoria dell’Empoli sul campo del Cesena, grazie alla quale gli azzurri si riaffacciano in zona play off. E forse stavolta capiscono di aver svoltato, che possono guardare avanti anziché guardarsi alle spalle.
I riflettori erano inevitabilmente puntati su Christian e Stiven, gemelli del gol anagraficamente e numericamente parlando, per la prima volta opposti uno all’altro da professionisti sul campo dove sono cresciuti. Ma Stiven è stato tradito forse dall’emozione, mentre Christian è stato annullato da una difesa granitica e da un Lovato monumentale.
E così la scena se la prendono gli altri: il già citato Ilie al primo gol in campionato; Andrea Ghion che vanta almeno la comproprietà di quella rete con una palla recuperata al 47’ e un sontuoso assist per il romeno; un Matteo Lovato insuperabile e impeccabile; mettiamoci pure Marco Nasti, autore di una partita di sacrificio e del più importante intervento difensivo, quando al 74’ respinge sulla linea di porta un colpo di testa di Zaro che era destinato in fondo al sacco. Sull’altro fronte un guizzante Ciervo, che ha tenuto in costante apprensione Moruzzi ma non ha mai trovato lo spunto decisivo.
Nel gelo di Cesena, reduce da una copiosa nevicata, è andata in scena una bella battaglia sportiva, giocata a scacchi e duelli nella prima mezz’ora, poi a continui rovesciamenti di fronte per il resto della partita.
Alessio Dionisi aveva avvertito che ci sarebbero stati momenti difficili per i suoi ed è stato facile profeta. Più che momenti, quasi tutto il secondo tempo, quando gli azzurri hanno avuto il torto di lasciare l’iniziativa ai padroni di casa (anche per merito di questi ultimi) e hanno rischiato pur senza costringere Fulignati a qualche miracolo dei suoi.
Stiven Shpendi, che aveva avuto due occasioni non sfruttate nel primo tempo, ne ha avuta una colossale per chiudere i giochi in contropiede al 57’, ma ha allargato troppo il piattone e da quel momento in poi c’è stato quasi solo il Cesena, che ha collezionato angoli (alla fine saranno 12) ma non ha trovato il pertugio in una difesa azzurra che si è arroccata anche negli ultimi 16 metri.
Una difesa di squadra, in realtà, come vorrebbe qualsiasi allenatore, che consente agli azzurri di restare aggrappati con le unghie e coi denti a un treno guidato dalla locomotiva Frosinone ma che ha visto rallentare alcuni vagoni: Monza, Catanzaro e lo stesso Cesena.
