Empoli, solo rimpianti: al Castellani passa il Lecce
Inizio choc per gli azzurri, sotto di due reti dopo 11 minuti. Cacace la riapre nella ripresa ma poi finisce la benzina
EMPOLI. Empoli-Lecce era un bivio e gli azzurri hanno preso la strada sbagliata, prima facendosi male da soli, poi sognando il ribaltone e alla fine restando senza benzina. Il risultato logico è la prima storica vittoria del Lecce al Castellani.
Un’altra partita di rimpianti per il gruppo di D’Aversa, dopo il rovescio col Genoa, perché il 3-1 finale è un po’ bugiardo. Soprattutto nella ripresa gli azzurri hanno dimostrato che possono dire la loro con tutte le squadre che lottano per la salvezza, ma ora tocca parlare di crisi e il tecnico è chiamato a gestire il suo momento più difficile con gli uomini contati, perché oggi non poteva contare con Anjorin e ha perso molto presto anche Ismajli, finora decisivo in difesa.
La partita inizia con la sorpresa Seghetti in porta al posto di Vasquez, messo in panchina a riflettere sui due errori compiuti con Genoa e Venezia, e nei primi 20 minuti succede di tutto. Al 5’ gli ospiti sono già avanti: una palla persa a centrocampo finisce dopo diverse deviazioni sui piedi di Morente che non si fa pregare. Al 10’ Maleh potrebbe rimettere subito le cose a posto, ma dopo aver anticipato Coulibaly, solo davanti a Falcone, preferisce un appoggio (sbagliato) al tiro. E il Dio del calcio punisce gli azzurri un minuto più tardi: la difesa dimentica Krstovic su un fallo laterale e il centravanti fulmina Seghetti sul primo palo. Ora gli azzurri sono sotto choc e rischiano di capitolare definitivamente al 15’, ma Seghetti salva su Helgason. Salentini tarantolati: non c’è un momento di pausa. Al 19’ Esposito imita Maleh e preferisce il passaggio al tiro in area e sul rovesciamento di fronte Seghetti fa un altro mezzo miracolo su Krstovic. Nella stessa azione si fa male Ismajli (e forse questo sarà il prezzo più alto pagato dagli azzurri nella partita): dentro De Sciglio.
Le due squadre tirano un po’ il fiato fino al 34’ quando Grassi in spaccata conclude di un soffio a lato.
La ripresa è un’altra storia e dopo appena due minuti Cacace la riapre di testa su torre di Gyasi. Ora i tarantolati sembrano gli azzurri, fioccano le occasioni, prima con lo stesso Cacace, poi con Esposito. Gli ospiti stringono i denti, mentre l’Empoli colleziona calci d’angolo e l’ex Giampaolo si copre con Kaba per Helgason. Il gol sembra dietro l’angolo, ma l’Empoli deve fare i conti con le energie spese e al 75’, platealmente e forse inevitabilmente, finisce la benzina. A niente servono gli innesti di Henderson e Fazzini. Il Lecce torna a far salire il baricentro e si toglie anche il lusso di calare il tris con Krstovic su contropiede. Ora un intervento deciso sul mercato sembra ancora più urgente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
