Qualità e freddezza sotto porta, ora per l’attacco dell’Empoli spunta Solbakken
Raggiunta con la Roma l’intesa per portare in azzurro la punta norvegese, Maleh torna a “casa”: nel mirino restano Vieira (Samp) e Diawara (Anderlecht)
EMPOLI. È il nome che non ti aspetti che potrebbe spuntarla per l’attacco dell’Empoli. Nonostante i tanti discorsi avviati, con più o meno fortuna, per profili come Borini della Sampdoria, Cheddira del Napoli o addirittura un ritorno di Cancellieri dalla Lazio, un blitz improvviso dall’altra parte del Tevere ha permesso al team di mercato azzurro di trovare l’accordo con la Roma per il prestito di Ola Solbakken. Una scelta molto interessante, un profilo internazionale che potrebbe ben figurare in una rosa giovane come quella agli ordini di mister D’Aversa. Si tratta ora di attendere l’approvazione del giocatore al trasferimento, negli ultimi sei mesi della scorsa stagione in prestito in Giappone agli Urawa Red Diamonds, per avere l’ufficialità.
Il profilo
Solbakken è un tipico profilo da Empoli, un calciatore ancora giovane ma che avrebbe bisogno di una grande annata per rilanciarsi. Compirà 26 anni il 7 settembre, mancino, esterno offensivo duttile capace di giocare su entrambi i lati del campo, vanta undici presenze con la maglia della Norvegia. La sua stagione migliore è stata sicuramente quella 2021-2022, con la maglia del Bodo/Glimt. Ha segnato sei gol e fornito sei assist in 26 partite da campionato, ma è stata l’avventura in Conference League ad accendere le luci dei riflettori sulla squadra norvegese: la vittoria per 6-1 proprio contro la Roma nei gironi della competizione, vinta poi dai giallorossi, vide Solbakken segnare una doppietta. Il Bodo/Glimt venne estromesso nei quarti di finale dalla stessa Roma, nonostante la vittoria in casa per 2-1, e Solbakken siglò sei reti in undici presenze. Memori dell’esperienza, a fine stagione i giallorossi decisero di acquistare Solbakken che, però, non ha mai trovato spazio: appena quindici le presenze in Serie A in due anni, per passare poi lo scorso anno in prestito prima all’Olympiakos in Grecia e poi nel Sol Levante, mettendo insieme solo quindici presenze con 677 minuti giocati.
Le trattative
Sono stati gli ottimi rapporti tra il ds Gemmi e la dirigenza della Roma a permettere questa trattativa improvvisa che potrebbe regalare a mister D’Aversa un profilo eclettico e sicuramente alla ricerca di riscatto. Sarà interessante capire dove potrà essere schierato nello scacchiere azzurro, dopo aver visto nella gara contro il Catanzaro una sorta di 3-4-3 con Fazzini ed Esposito a supporto di Colombo. Solbakken, chiaramente in esubero a Roma, potrebbe aver bisogno di lavorare molto per costruire una buona condizione fisica; una volta in forma, però, potrebbe facilmente insidiare il posto sia dell’ex Inter che del gioiellino della cantera empolese. Una competizione che farà sicuramente bene a tutte le parti in causa, oltre a una risorsa di qualità necessaria da alternare in un campionato sfiancante come la Serie A. Solbakken potrebbe diventare un vero e proprio colpo di mercato, se potesse riuscire a ritrovare i fasti di un paio di anni fa, e si aggiunge alla chiusura definitiva di una trattativa ormai portata in porto da qualche giorno.
Il ritorno
Il ritorno di Youssef Maleh in maglia azzurra è realtà, dopo l’annuncio di rito da parte delle società coinvolte. Ma l’arrivo del centrocampista ex Fiorentina non dovrebbe chiudere il mercato per il reparto, a cui manca almeno un altro elemento importante per potersi definire completo. Sarà questo il compito a cui si dedicherà il ds Gemmi una volta chiusa la trattativa Solbakken e sul tavolo rimangono due nomi: Vieira della Sampdoria e Diawara dell’Anderlecht. Quest’ultimo sembra incontrare maggiormente i favori dell’Empoli, almeno in questo momento: il mediano 27enne della Guinea, anche lui con un passato alla Roma oltre che al Napoli e al Bologna, avrebbe dalla sua esperienza internazionale (43 presenze con la Nazionale, oltre che 11 gettoni in Champions League, 22 in Europa League e 14 in Conference League) e la facilità con cui il club belga di proprietà potrebbe essere convinto a lasciarlo andare.
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