Tra Empoli e Genoa pari e patta dopo una intensa partita a scacchi
Azzurri più vicini al gol, ma le speranze si spengono sul palo di Cambiaghi. Luperto salva sulla linea
EMPOLI. Due tiri nello specchio e un palo da una parte, un tiro nello specchio salvato sulla linea dall’altra: troppo poco per aspettarsi qualcosa di più di uno 0-0 tra Empoli e Genoa in una sfida che è finita in pari, anzi in patta, visto che soprattutto nel primo tempo è sembrata una partita a scacchi.
Questo non significa che non ci sia stata intensità. Le due squadre, schierate quasi a specchio da Nicola e Caridi (sostituto dello squalificato Gilardino) non si sono risparmiate e soprattutto nel finale hanno provato a vincerla, sbattendo puntualmente contro il muro degli avversari, anche se i due portieri non sono stati particolarmente impegnati.
L’Empoli si porta a casa un punto che non cambia la classifica ma quantomeno dà continuità e ora, alla terza della gestione Nicola, si può dire che il nuovo tecnico ha messo a posto una difesa che faceva acqua (35 reti subite in 20 turni) concedendo un solo gol (quello di Vlahovic) in 270 minuti più recuperi. Caprile oggi non è stato impeccabile, ma i tre centrali ora sono una garanzia (anche se Walukiewicz, ammonito, dovrà saltare Salerno). Bene Maleh, ordinato Grassi, pimpante Cambiaghi anche se deve nuovamente rimandare l’appuntamento col gol.
Non è ancora il momento dell’ultimo arrivato Niang. Nicola nel finale gli ha preferito Destro dopo aver provato Cancellieri punta centrale e il grande ex è entrato con una buona verve, tentando anche un gol di tacco che avrebbe fatto venire giù lo stadio, un Castellani riempito per più di un terzo dall’esodo di quasi 4.000 genoani, autentica muraglia umana in Curva sud.
Due le occasioni che avrebbero potuto trasformare la patta in una vittoria, entrambe nel secondo tempo. La prima al 52’ per Cambiaghi, il cui tiro viene deviato sul palo. La seconda al 78’ con Spence, quasi un sosia di Gervinho, il cui colpo di testa viene annullato dal salvataggio di Luperto a Caprile battuto. Nel finale c’è tempo anche per l’espulsione dell’ex De Winter per un fallo su Fazzini (secondo giallo) e per il tiro della disperazione di Cacace che finisce alto sulla traversa. Ma il risultato è sostanzialmente giusto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
