Il presidio
Un debutto da favola. «Ottime risposte da tutti: è stato emozionante»
Il mister: «L’atteggiamento che ho visto è quello giusto»
EMPOLI. Il ritorno in Serie A dopo quasi un anno di assenza «è stato emozionante, in un ambiente e una piazza che mi ha subito messo a mio agio». È soddisfatto, e non può essere diversamente, Davide Nicola alla sua prima panchina in azzurro e al suo ritorno in Serie A dopo 342 giorni di assenza. A Empoli «ho trovato dei servizi di alto livello, delle persone con un’ambizione umile e questo deve essere il nostro dna», dice il mister al termine della partita contro il Monza. «Bisogna essere pratici e consapevoli che in ogni percorso occorre attendere la crescita di tutti: non siamo tutti sullo stesso livello, ma chi si è reso disponibile, a partire da Cerri, ha dimostrato subito che vuole partecipare a questa impresa. Vogliamo gente così». Una squadra rivoluzionata, soprattutto nell’atteggiamento, dopo pochi giorni dall’arrivo sulla panchina. «Abbiamo confermato quello che ci eravamo detti durante la settimana, c’era da mettere in pratica alcuni comportamenti e alcuni atteggiamenti, li ho visti alla grande – aggiunge Nicola –. Abbiamo incontrato una squadra che era tra le più in forma, sono contento per come è stata giocata la partita perché non era facile. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è giusto che i riflettori siano tutti per i ragazzi, perché quello che hanno fatto non era semplice». Per il mister «tutto è migliorabile», però vedere «alla prima partita la capacità di rimanere compatti, con le giuste distanze tra i reparti e le richieste tecnico-tattiche fatte esaudite dimostra che l’atteggiamento dei calciatori è stato corretto».
Certo, merito soprattutto della tripletta di Zurkowski, ma non solo. «Un singolo può fare cose importanti solo se c’è una squadra dietro a supportarlo e questo è uno dei principi che ho cercato di portare da subito», precisa Nicola. «In cinque giorni – conclude – non si può essere perfetti, ma occorre adattarsi velocemente e dimostrare quella voglia che ha un gruppo quando decide di intraprendere un percorso per raggiungere un traguardo importante».
E se Nicola sorride, Zurkowski esulta. «Volevo fare gol ma non mi aspettavo una tripletta – dice –. Probabilmente è la prima tripletta della mia vita. Il primo gol lo dedico al secondo figlio che aspettiamo, il secondo e il terzo sono invece venuti così». Quasi “naturali”. O meglio, no. Perché dietro ad ogni gol si è vista anche la nuova impronta data da Nicola alla squadra: velocità e concretezza. «È normale che vogliamo vincere tutte le partite, ma ogni volta dobbiamo giocare con questo spirito – aggiunge il centrocampista azzurro –. Nicola non doveva dirmi e non mi ha detto tanto: sappiamo in che posizione siamo, dobbiamo fare punti».
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