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Andreazzoli non fa proclami ma con l’Udinese servono 3 punti

di Paolo Nencioni
Andreazzoli non fa proclami ma con l’Udinese servono 3 punti

L’Empoli è al bivio: «Il risultato è sempre figlio della prestazione»

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EMPOLI. Non è tempo di proclami in casa Empoli. Dopo sei sconfitte in sette giornate (due nella gestione Andreazzoli), un gol fatto e 16 subiti, tutti hanno capito che deve parlare il campo. Il resto sono parole vuote. Ecco dunque il tecnico di Massa che si presenta in sala stampa alla vigilia di un delicato Empoli-Udinese col solito piglio deciso ma anche con un basso profilo.

«Saremmo anche contenti di vincere giocando male» confessa. E questo gli deve pesare, perché se c’è una cosa che gli addetti ai lavori gli riconoscono è che le sue squadre giocano bene. E infatti, subito dopo: «Il risultato è spesso la panacea di tutto. Quasi sempre però il risultato è figlio della prestazione, raramente mi è capitato di vedere il contrario. Per esempio domenica a Bologna, fin quando non abbiamo pagato i problemi in difesa».

Problemi che sono destinati a pesare anche sulla partita di oggi. Cacace, costretto a uscire dopo il raddoppio di Orsolini a Bologna, aveva solo crampi e teoricamente sarebbe a disposizione, ma il tecnico potrebbe adattare nel ruolo Bastoni, che comunque non è al meglio, come nel finale al Dall’Ara. Pezzella e Bereszynski sono fuori dai giochi, così come Caprile (per lui si prevede il rientro dopo la sosta), il lungodegente Maldini e resta in dubbio Fazzini, febbricitante. Così le scelte da fare sono poche. In difesa Ismajli potrebbe tornare a far coppia con Luperto, mentre davanti, in virtù dell’alternanza (quarta partita in 12 giorni) potrebbe toccare a Cancellieri al fianco di Caputo e Baldanzi.

Aurelio Andreazzoli rispondendo a una domanda, ha parlato anche del fantasista: «Baldanzi che parte largo a me piace (ci mancherebbe, ce lo ha messo lui, ndr). Come quasi tutti ha libertà di movimento. In fase di non possesso la squadra ha bisogno di equilibrio. Tommasonon ha nessuno tipo di limitazioni. Forse gli piace partire da lì, per andare dove gli pare. Lo gradisco, più fa e più sono contento». Questo per dire che si parte da un 4-3-3 anomalo, ma ci vuole poco, anche in corsa, a farlo ritornare a un 4-3-1-2, storico marchio di fabbrica dell’Empoli degli ultimi anni. Quello che non si discute è il centrocampo a tre, e in questo centrocampo si è già conquistato i gradi l’ultimo arrivato Youssef Maleh.

«Se gioca tanto è solo colpa sua – sorride Andreazzoli – Corre sempre, ha sempre le idee chiare. Non merita riposo. Però domani vediamo».

L’aspetto fisico non è da sottovalutare, per un sacco di motivi. Intanto perché farà ancora molto caldo; poi perché, appunto, è la quarta partita in 12 giorni; infine perché l’Udinese degli ultimi anni, e anche questa Udinese, è una squadra fatta di marcantoni che hanno spesso messo in crisi l’Empoli.

«L’Udinese da anni esprime queste caratteristiche tecniche e fisiche, è una squadra che mi piace – dice Andreazzoli – Noi abbiamo le idee chiare, si tratta di mettele in pratica. Siamo fiduciosi per il futuro, il futuro prossimo e quello a lunga scadenza». La sosta di quasi tre settimane però stavolta è ben accetta. «Finalmente arriva una sosta per raccogliere i cocci – non si nasconde il tecnico di Massa – E avere tempo per chiarirci meglio le idee».

Il tempo per rimontare non manca, e la classifica in fin dei conti non è così disastrosa come si potrebbe pensare. Nonostante le sei sconfitte, la zona salvezza è ancora lì a un punto. Una eventuale vittoria degli azzurri farebbe tornare la barca quasi in pari. Ecco perché oggi sono in palio tre punti, ma in realtà sono molti di più.


 

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