Empoli, prospettiva da rovesciare. La scintilla c’è: va acceso il fuoco
Il tecnico Andreazzoli è già al lavoro: l’obiettivo è alzare subito un muro in difesa. Bisogna raddrizzare la mira. Le occasioni non sono mancate, ma serve precisione
EMPOLI. Un gol fatto e sedici reti subite. Dopo le prime sette giornate di campionato il piatto piange in casa Empoli. Gli azzurri hanno più punti in classifica che palloni spediti oltre la linea di porta avversaria e sono, a oggi, il peggior attacco e la peggior difesa del campionato. Andando a guardare indietro negli anni, se a livello offensivo questa è la partenza più brutta della storia dell’Empoli in A, per quel che riguarda le reti subite invece non siamo ai minimi storici, perché nella stagione 2003-2004 gli avversari segnarono ben 18 gol in sette turni alla formazione allora allenata da Silvio Baldini. E se quest’anno il passivo complessivo è stato reso particolarmente pesante dal 7-0 rimediato dalla Roma all’Olimpico, all’epoca a far schizzare in alto il numero dei gol realizzati contro gli azzurri furono il 5-1 dell’esordio con la Juventus di Trezeguet, Del Piero e Nedved, solo per citarne alcuni, e il 4-0 di Siena-Empoli della 3a giornata. Ora, però, è tempo di concentrarci sul presente, anche perché i numeri spesso non raccontano tutto quello che succede all’interno di una partita di calcio. Se guardiamo solo al risultato finale di Bologna-Empoli, il 3-0 potrebbe parlare di una gara dominata in lungo e in largo dai rossoblù. Invece, sia nel primo che nel secondo tempo, gli azzurri al Dall’Ara sono stati in grado di creare diverse buone occasioni, senza però riuscire a trasformare in gol la grande mole di gioco creata. Un po’ come successo con la Salernitana, dove la prima vittoria dell’anno per Luperto e compagni aveva fatto passare in secondo piano le tante chance per il raddoppio sprecate dagli azzurri nel corso della gara. Anche nel testa a testa di domenica con i felsinei, nei minuti iniziali l’Empoli ha avuto sulla testa di Ebuehi e sui piedi di Caputo la palla dell’1-0, ma entrambe le volte Skorupski ha chiuso la saracinesca. Per non parlare poi del palo colpito da Maleh con il portiere del Bologna già battuto, il terzo legno preso dagli azzurri quest’anno dopo le due traverse di Marin contro Verona e Monza. «Abbiamo creato tante buone occasioni – ha confermato lo stesso Maleh a fine partita – e abbiamo fatto quello che ci ha chiesto il mister. Con un pizzico di fortuna e di cattiveria agonistica in più potevamo fare qualche gol e indirizzare la partita. Penso che con il lavoro riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi». Sembra quasi assurdo da dire dopo una sconfitta, per di più per 3-0, ma la sensazione è che l’Empoli sia davvero sulla strada giusta per invertire il trend di questo difficile inizio di campionato. Vista da fuori, sembra quasi che manchi solo una piccola scintilla o un episodio favorevole per togliersi dalle sabbie mobili e cominciare a macinare punti. Perché anche al Dall’Ara gli azzurri hanno espresso il loro gioco a viso aperto, mancando solo di un pizzico di cinismo una volta arrivati dentro i sedici metri avversari. Un problema che, a questo punto, sembra essere più a livello di fiducia e consapevolezza nei propri mezzi che non tecnico. Ed è proprio sulla testa dei giocatori che dovrà lavorare Andreazzoli per arrivare preparati e carichi alla sfida di lunedì prossimo al Castellani con l’Udinese. «Sarà un partita fondamentale. – ha ribadito Maleh – Giocheremo in casa e dobbiamo cercare di fare risultato a tutti i costi».
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