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L'analisi

Empoli, missione rilancio

di Luca D’Alessandro
Empoli, missione rilancio

Archiviato il ko contro la Cremonese, c’è da pensare subito alla sfida contro l’Inter. Continua la corsa per tagliare il prima possibile il traguardo dell’aritmetica salvezza

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EMPOLI. La sconfitta rimediata venerdì sera a Cremona non è un colpo molto forte alle ambizioni di salvezza dell’Empoli, ma fa sorgere qualche considerazione su quella che rimane una stagione più che positiva per gli azzurri. Pensieri che si rivolgono al passato e anche al futuro, con otto gare ancora da giocare e un margine di nove punti da difendere.
Va notato il percorso fatto dalla squadra guidata da Zanetti contro le sue dirette concorrenti, le formazioni che risiedono sotto di lei in classifica. Nelle gare disputate contro le ultime sei della Serie A l’Empoli ha, finora, accumulato tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte, conquistando contestualmente tredici punti sui 32 totali in classifica oggi. Per chi ama più le percentuali vuol dire che ha accumulato il 40 per cento dei suoi punti nel 30 per cento delle partite fin qui giocate. Perché dare così tanta importanza a queste gare? La risposta è semplice. Guadagnare tre punti negli scontri diretti vale sostanzialmente doppio: da un lato fanno avanzare l’Empoli, dall’altro le concorrenti vengono tenute ferme al palo. Motivo per cui è sicuramente buona cosa che gli azzurri abbiano perso solo due partite contro queste formazioni, quella di venerdì sera con la Cremonese e l’esordio stagionale in Serie A a La Spezia, sconfitte (almeno per ora) indolori.
Ciò che fa meno piacere notare è che l’Empoli vince solo una volta su tre gli scontri diretti, trovando più spesso il pareggio; se da una parte è l’ennesima riprova della difficoltà della categoria, dove anche squadre più attrezzate trovano grossi ostacoli sul proprio cammino, dall’altra parla di un killer instinct che non si è mai sviluppato pienamente in seno alla rosa azzurra. Lettura confermata anche dividendo gli scontri diretti tra quelli disputati in casa e quelli in trasferta: al Castellani gli azzurri non hanno mai perso contro le ultime sei della Serie A, vincendo tre volte e pareggiandone due, mentre lontano dalla Toscana non hanno mai vinto in quattro partite raccogliendo solo due pareggi e due sconfitte.
Il margine che l’Empoli ha costruito durante la stagione sulla zona salvezza, quindi, non arriva principalmente dai punti conquistati contro le dirette rivali. È invece creato dagli exploit che gli uomini di Zanetti sono riusciti a compiere contro avversarie più quotate. Le due vittorie esterne contro Bologna e Inter sono l’esempio principale, ma sono importanti anche i quattro punti frutto di altrettanti pareggi guadagnati nel doppio confronto con la Fiorentina e il Torino; va anche ricordato che, sia nella gara del Franchi che in quelle contro i granata, l’Empoli si è fatto rimontare negli ultimi cinque minuti di tempo regolamentare, altrimenti si starebbe parlando già di una salvezza assicurata.
Invece ci vorranno le ultime otto partite, con la speranza che ne bastino meno, per poter consolidare la permanenza in Serie A. Il calendario prevede, in ordine, Inter, Sassuolo, Bologna, Salernitana, Sampdoria, Juventus, Verona e infine Lazio. Tre di queste gare sono scontri diretti, con la speranza che la Sampdoria alla quartultima giornata e soprattutto il Verona alla penultima non abbiano più da chiedere nulla al campionato e possano avere meno motivazioni di quelle mostrate dalla Cremonese venerdì sera. E se sicuramente potrebbe bastare fare punti in quelle due gare specifiche per mantenere la categoria, la sensazione è che saranno ancora una volta gli exploit contro i club di punta a dare una mano alla matematica. L’anno scorso l’Empoli guadagnò sei punti su sei contro il Napoli; magari quest’anno toccherà all’Inter vedere nero quando scendono in campo gli azzurri. 
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