Italia
L’Empoli resta dentro il tunnel a Bergamo arriva il quarto ko
Ebuehi illude gli azzurri, che poi vengono ribaltati da De Roon e Hojlund
EMPOLI. A un certo punto ci hanno anche creduto, gli azzurri di Zanetti, nella replica di quanto accaduto al Gewiss Stadium la scorsa stagione, quando un bel gol di Stulac fruttò i tre punti a salvezza già acquisita e contribuì all’estromissione dei nerazzurri dalle coppe europee. Hanno iniziato a crederci quando al primo tiro nello specchio la palla è rotolata in rete. E quando all’inizio della ripresa gli orobici hanno concesso due occasioni in un minuto a Caputo, che non le ha sfruttate. Poi però dai bei sogni spesso ci si sveglia con la bocca amara. Ci ha pensato Marten De Roon al 58’ a spezzare l’incantesimo, segnando di testa un gol che ai suoi mancava da 331 minuti, record negativo in Serie A nella gestione Gasperini. L’Empoli ha t entato di restare aggrappato alla partita con il cuore e con leunghie, ma in certe squadre come l’Atalanta, quando esce Zapata entra Rasmus Hojlund, esce Muriel ed entra Ademola Lookman. Insomma, dalla padella nella brace. E infatti è stato proprio il giovane danese a giustiziare gli azzurri quando mancavano quattro minuti al novantesimo con un gol da rapace dell’area di rigore. Fine deigiochi. L’Empoli, alla quarta sconfitta consecutiva, avrebbe dovuto tentare un forcing, ma ha fatto persino fatica a superare la metà campo. Risultato giusto, figlio della differenza qualitativa tra le due formazioni, che si sapeva, anche se gli ospiti avrebbero potuto approfittare del momento non certo felice dei padroni di casa.
Riavvolgendo il nastro, Zanetti cambia mezza difesa (dentro Ebuehi e De Winter) e due terzi del centrocampo (con Fazzini e Grassi in regia) e il primo quarto d’ora è un monologo nerazzurro, che inizia già dopo meno di un minuto con Pasalic , imbeccato da Zappacosta, che conclude alto. Al 3’ ci prova De Roon da fuori e trova i guantoni di Perisa (ma sarà l’unica vera parata del portiere azzurro nel primo tempo). Se l’Empoli, come si dice, ha paura dei calci d’angolo, non lo fa vedere: ne prende tre contro in quattro minuti ma regge (Ebuehi stasera è schierato sulla seconda linea del castello difensivo). Al 22’ Muriel grazia gli azzurri decidendo di non tirare da buona posizione e Parisi rischia su Zapata con una spinta in area. Intorno alla mezz’ora l’Empoli comincia a farsi vedere davanti, ma al 34’ è ancora Parisi a dover salvare su un colpo di testa di Pasalic. Quattro minuti dopo Zapata di testa fa la barba al palo su un cross sporcato da Luperto. E al 44’, alla prima vera occasione, gli azzurri passano all’incasso. Akpa Akpro va in profondità e serve di tacco Baldanzi che mette al centro e trova la respinta di Ruggeri sulla tibia di Caputo, una deviazione casuale che si trasforma in assist per il facile tocco di Ebuehi, alla seconda marcatura dopo quella contro la Sampdoria. Saranno i primi minuti del secondo tempo a decidere da che parte tira il vento. Perché i padroni di casa non riescono a mettere alle corde come nel primo tempo gli ospiti e sui piedi di Caputo capitano tre palloni buoni, nessuno dei quali si trasforma in gol. Al 47’ uno schema su calcio d’angolo mette il bomber di Altamura nella condizione di calciare di piatte con la palla che si perde oltre la traversa. Al 56’ lo stesso Caputo s’invola ma aspetta troppo e viene murato da Scalvini. Sul susseguente calcio d’angolo ancora Caputo si trova la palla sul destro nell’area piccola ma centra Musso.
Si può dire che le speranze di vittoria dell’Empoli a Bergamo tramontino qui, perché i padroni di casa si rianimano e già al 58’ Ruggeri confeziona l’assist per la testa di De Roon che non perdona. Zanetti passa al 3-5-2 inserendo Ismajli (che poi si farà male) e Bandinelli ma l’inerzia ormai dice Atalanta e Hojlund ricaccia gli azzurri nel tunnel da cui faticano a uscire.
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