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Corsi, l’orgoglio è tutto azzurro: «Il derby conta, ma non da solo»

Corsi, l’orgoglio è tutto azzurro: «Il derby conta, ma non da solo»

Il presidente dell’Empoli guarda alla gara contro la Fiorentina di domenica. «La classifica non influisce: non culliamoci sugli allori, potrebbe farci male»

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Viaggiare sulle ali dell’entusiasmo può andar bene, ma non bisogna mai dimenticare la propria anima di “piccola”. È questo il messaggio che traspare dalle parole del presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi, che abbiamo intervistato in vista del derby dell’Arno. La sfida contro la Fiorentina è uno dei più importanti impegni della stagione e vede l’Empoli davanti in classifica con tre punti di vantaggio: un evento accaduto anche nel 2006/2007, anche se in quel caso c’era di mezzo la penalizzazione di 15 punti post Calciopoli per i viola.
Presidente Corsi, che effetto le fa guardare i viola dall’alto?
«Non facciamo granché caso alla classifica. Sappiamo che il nostro percorso è differente, che abbiamo obiettivi differenti. Stiamo facendo bene quest’anno e il nostro pensiero è quello di finire con altrettanta soddisfazione, che per noi vuol dire arrivare alla salvezza. In questo momento siamo messi abbastanza bene ma c’è poco da cullarsi sugli allori, ci si potrebbe solo far male. I discorsi rispetto alla classifica e agli avversari sono fuori luogo. Noi dobbiamo preparare questa gara in maniera esemplare: il risultato di domenica dipenderà soprattutto da come si lavorerà nella settimana. Non dico che c’è preoccupazione rispetto all’esito del campionato, c’è concentrazione nel non sciupare ciò che si è fatto fino a ora. All’Empoli è già capitato di fare pochi punti nel girone di ritorno: è successo con Giampaolo, così come l’anno scorso. Effettivamente giocare nel girone di ritorno è più difficile per molti motivi. C’è chi ha cambiato allenatore, come una parte dei nostri avversari per la salvezza, c’è chi ha rinforzato la squadra. Il nostro punto di forza è la qualità del lavoro, che porta miglioramenti a una squadra giovane come la nostra. Non si può prescindere dal lavorare».
I rapporti con la società viola, invece, come si sono sviluppati negli ultimi tempi?
«I rapporti con la Fiorentina sono sereni, non c’è alcun tipo di problema. Da parte nostra siamo a disposizione per qualsiasi tipo di collaborazione. Una società importante come quella viola probabilmente non ha “bisogno” dell’Empoli, ma per qualsiasi cosa noi ci siamo e ci gratifica essere disponibili per club così importanti».
Rimane in piedi anche il possibile utilizzo del Castellani da parte della Fiorentina, quando inizieranno i lavori al Franchi?
«Per quanto ci riguarda sì, ne saremmo onorati. Ovviamente questo tipo di impegno deve essere concordato con l’amministrazione comunale, che magari potrà dire qualcosa rispetto all’organizzazione delle gare. Probabilmente è un impegno più per loro che per noi. Per quel che ci riguarda bisognerebbe avere un’attenzione particolare al campo da gioco, ma non mi sembra un problema. Abbiamo qualche noia, piuttosto, sui campi in cui ci alleniamo: una squadra professionistica non dovrebbe avere questo tipo di problemi che si trascinano da anni ormai, speriamo nel medio periodo di risolvere la situazione».
Questa è la seconda stagione consecutiva in cui l’Empoli disputa uno dei migliori gironi d’andata della sua storia in Serie A. È il momento di pensare a un Empoli stabilmente in Serie A?
«Il mantenimento della Serie A è difficile anche per società come Sampdoria o Verona, che hanno potenzialità economiche maggiori delle nostre, o la Cremonese che ha comunque investito più di quanto noi si possa. Il rammarico semmai è un altro: ci sono giocatori come Ricci, Asllani e Viti che non ci siamo goduti abbastanza e non li abbiamo portati alla loro massima espressione dal punto di vista fisico e tecnico. È una questione che ci si porta dietro da un po’ di tempo. Noi abbiamo bisogno di reperire le risorse per fare il campionato, le plusvalenze generate da questi profili servono a mantenere l’equilibrio economico. Il problema è tutto lì. Abbiamo venduto Ricci a gennaio dell’anno scorso, dopo un anno di cura di Juric il valore è triplicato e probabilmente nel breve sarà un titolare in Nazionale. Asllani sarà con grande probabilità il sostituto di Brozovic. L’avventura di Viti magari non è stata positiva, ma è un 2002 e ci sono dieci squadre che lo prenderebbero senza problemi l’anno prossimo; lui è un giocatore che avrebbe avuto bisogno di fare una trentina di presenze in Serie A con l’Empoli per andare poi all’Inter o al Milan».
È il percorso che pensa debbano compiere Baldanzi e Fazzini?
«Esatto. Con Baldanzi e Fazzini il nostro obiettivo è quello di tenerli fino a che loro possano completare la loro crescita. Ci stanno dando una mano evidente, però sono al 70% delle potenzialità. Anche solo per la loro conformazione fisica attuale. Stanno lavorando in quella direzione: vorrei vederli arrivare perlomeno al 90% delle loro possibilità all’Empoli, o quantomeno che rimangano l’anno prossimo».
Zanettisarà un allenatore di passaggio o immagina un ciclo di Zanetti al Castellani?
«Penso che sia, come per tradizione nostra, un passaggio. Paolo è un allenatore molto preparato e passionale, penso che sappia benissimo quello che gli può mancare in termini d’esperienza in questo momento. Vorremmo che completasse la sua maturazione a Empoli, per poi andare in una società importante come merita. Sono certo che ci arriverà, alla fine è in Serie A a soli quarant’anni e ha le prospettive per arrivare ad allenare in un grande club. Ci siamo presi il rischio di cambiare un allenatore che ci ha dato soddisfazioni e una bella salvezza. Le cose vanno bene, ma vediamo di chiuderle meglio». 
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