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Empoli dalle stalle alle stelle lo Spezia beffato nel finale

di Paolo Nencioni
Empoli dalle stalle alle stelle lo Spezia beffato nel finale

Gli azzurri sotto di due reti e in inferiorità numerica dopo mezz’ora la raddrizzano con Cambiaghi e Vignato mentre scorrono i titoli di coda

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EMPOLI. Mai dire mai non è solo la spy story di 40 anni fa con Sean Connery. Sempre più spesso è la chiosa finale alle partite dell’Empoli, nel bene e nel male. Dopo la gioia del 2-2 all’ultimo respiro dell’Olimpico e la delusione del 2-2 acciuffato dal Toro al Castellani, ecco un altro 2-2 dal sapore molto più dolce per i tifosi azzurri, arrivato sui titoli di coda di Empoli-Spezia grazie al destro di Emanuel Vignato, al termine di una partita che di fatto sembrava finita già dopo mezz’ora, con l’Empoli sotto di due reti e con l’uomo in meno per l’espulsione di Parisi.

E invece, appunto, mai dire mai. Le sorti di un incontro possono cambiare in un attimo. Prendiamo il minuto 71: la palla del 3-0 capita addirittura sui piedi di un centrale difensivo, Amian, in contropiede, ma il francese mette a lato di un soffio e sull’azione successiva è Caputo che si incunea nell’area avversaria e mette al centro. Sulla corta respinta della difesa il più lesto di tutti è Cambiaghi, ieri in campo dal primo minuto, per il gol che riapre tutti i giochi e alla fine si rivelerà decisivo.

Riavvolgiamo il nastro. Zanetti getta subito nella mischia Ismajli al rientro dall’infortunio e Gotti si affida in avanti a Verde e Shomodurov nel collaudato 3-5-2. Un quarto d’ora abbastanza soporifero e poi via ai fuochi d’artificio. Il primo lo accende la mano galeotta di Parisi sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 19’. L’arbitro non vede, il Var sì: rigore ed espulsione, anche se la palla sembrava destinata a lato. Sul dischetto si presenta Verde, in astinenza da una vita, e tocca a Vicario allestire il secondo spettacolo pirotecnico: prima para il sinistro angolato dell’attaccante, poi incredibilmente ripete la prodezza di Roma parando la ribattuta con la gamba alta. Ma una fiscalissima valutazione della sala Var rende tutto inutile: hanno visto un ingresso anticipato in area di Luperto, questione di centimetri. Con questo metro di giudizio quasi tutti i rigori della Serie A sarebbero da ripetere.

Subito dopo scintille tra lo stesso Vicario e l’ex Nikolaou, che poi sarà sonoramente fischiato dai suoi ex tifosi. Sul dischetto si ripresenta Verde, cambia lato ed esorcizza la maledizione. Zanetti corre ai ripari inserendo Cacace per Baldanzi, che col senno di poi avrebbe fatto comodo una volta ristabilita la parità numerica, come poi accadrà. Non c’è nemmeno il tempo per pensarci sopra, perché Verde ci ha preso gusto e dopo aver preso palla sulla trequarti s’inventa un eurogol alla mezz’ora sul quale nemmeno San Vicario può niente. Tutto finito, dunque? Nemmeno per sogno, per merito o per colpa, decidete voi, di un arbitro, Giua, che è sembrato in confusione per gran parte dell’incontro. Un normale scontro di gioco tra Esposito e Akpa Akpro si trasforma in un affrettato secondo giallo per il bianconero e si torna dieci contro dieci. Impossibile non pensare a una compensazione perché forse non c’era il rosso diretto a Parisi. L’Empoli a questo punto ha il merito di crederci e in campo resta una sola squadra. Intendiamoci, lo Spezia costruisce due occasioni in due minuti, prima con Shomodurov e poi col già citato Amian, ma quando Cambiaghi la riapre si capisce che la rimonta è possibile. Le occasioni si susseguono, anche se la palla sembra non voler mai entrare. Cacace non fa rimpiangere Parisi e a cinque minuti dalla fine Zanetti sgancia anche Vignato e Satriano per la spallata finale che arriva a 30 secondi dalla fine col fantasista ex Bologna. A voler essere pignoli, qualche minuto prima c’era anche un mezzo rigore non fischiato per un fallo su Marin. Ma alla fine va bene così. A conti fatti, un punto guadagnato.
 

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