Italia
Empoli, la luce si spegne sul più bello e col Torino finisce 2-2
Azzurri avanti con Luperto e Marin. L’ex Ricci guida la rimonta dei granata che nel finale sfiorano il clamoroso ribaltone
EMPOLI. La luce si è spenta proprio sul più bello, quando la barca sembrava già arrivata in porto e tifosi azzurri già cominciavano a fare i conti con una classifica stellare. A spengerla, al minuto 82 di Empoli-Torino, è stato il grande ex Samuele Ricci, lesto a trasformare in oro una palla vagante in area di rigore. Quattro minuti dopo è toccato a Sanabria staccare l’interruttore dei sogni con un sinistro chirurgico finito alle spalle di Vicario. Finisce 2-2 tra azzurri e granata, con un pareggio che è il risultato più frequente quando il Torino gioca al Castellani, ma stavolta sembrava davvero che i padroni di casa avessero messo in banca i tre punti. E invece, come avrebbe detto l’indimenticato Boskov, partita finisce quando arbitro fischia tre volte. Il Torino in realtà a rischiato anche di vincerla questa partita, se un tracciante di Miranchuk al 90’ non si fosse stampato sul palo a Vicario battuto. Ma sarebbe stata una punizione eccessiva per un Empoli che per gran parte dell’incontro ha imbrigliato le manovre degli ospiti, senza guardarsi allo specchio dopo l’impresa di San Siro contro l’Inter.
Il vantaggio è arrivato al 37’ ed è sembrato una fotocopia del gol contro la Sampdoria: angolo di Marin e testa, stavolta, di Luperto, prima rete stagionale. Fino a quel momento era stata quasi una partita a scacchi tra Zanetti e Juric, senza il genio di Kasparov, dunque anche un po’ noiosa e lontana anni luce dal pathos visto solo cinque giorni prima al Meazza. Primo tiro in porta di Marin al 29’, che non impensierisce Milinkovic-Savic.
Nell’intervallo Ivan Juric deve averci ripensato. Aveva schierato una formazione timida, forse già pensando all’impegno di Coppa Italia di mercoledì a Firenze. E allora subito dentro Sanabria per un evanescente Seck e Lukic, tentato dalle sirene inglesi, per Linetty. Ma l’Empoli è rientrato in campo col piglio giusto, inducendo l’allenatore granata a sganciare quasi subito altri due pezzi pregiati come Singo e Miranchuk. E al 60’ Ricci si è travestito da Ibra e con un tacco al volo ha colto il palo alla sinistra di Vicario. Il campanello d’allarme è arrivato alle orecchie degli azzurri, che quattro minuti più tardi hanno messo quello che sembrava il sigillo al termine di un’azione corale conclusa con un missile di Marin, servito da Caputo, che è finito nel sette alla destra di Milinkovic-Savic. Il Torino è sembrato stordito e la partita si è trascinata fino a quella palla trasformata da Ricci nel suo primo gol in granata, proprio contro la squadra in cui è cresciuto. Non ha esultato, ma alla fine sarà proprio lui il migliore dei suoi. Nel frattempo Bajrami e Stojanovic avevano preso il posto di un Satriano sempre generoso ma poco produttivo e di un Cacace, sostituto di Parisi, che forse non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Sta di fatto che i cambi stavolta non hanno sortito i frutti sperati e il Toro ha capitalizzato la rimonta col gol di Sanabria all’86’, sfiorando il colpaccio nel finale con Miranchuk. Due punti persi? Un punto guadagnato? Chissà. Si tratta comunque della seconda più lunga serie di risultati positivi, sei (dopo gli otto del 2015), da quando l’Empoli frequenta la massima serie.
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