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Empoli

Parla Corsi

Il presidente promuove la squadra. «Ma occhio al mercato di gennaio»

di Paolo Nencioni
Il presidente promuove la squadra. «Ma occhio al mercato di gennaio»

Parla Corsi: «Cambieranno i valori di molte concorrenti dell’Empoli»

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EMPOLI. Arrivati quasi al giro di boa e in attesa che il campionato riprenda dopo la lunga pausa per i Mondiali iniziati ieri in Qatar, è tempo di primi bilanci in casa dell’Empoli. I numeri dicono che il bilancio è positivo, con 17 punti in 15 partite, un po’ sopra la media salvezza, e soprattutto con un vantaggio di 10 punti sulla terzultima che forse nessuno immaginava all’inizio della stagione. I cugini viola, partiti con ben altre ambizioni, sono appena due punti sopra, mentre società con mezzi economici molto superiori come Monza e Sassuolo sono dietro, così come squadre blasonate tipo Verona e Sampdoria, serie candidate alla retrocessione se il mercato di gennaio non sconvolgerà gli assetti.

«Sì, il mercato di gennaio potrebbe cambiare l’assetto e i valori di molte squadre che sono in lotta per non retrocedere – ragiona il presidente Fabrizio Corsi – In teoria anche della nostra, ma al momento noi non abbiamo in mente di fare grandi cose a gennaio».

Presidente, a due quinti della stagione si può dire che la barca va pari, come direbbe Aurelio Andreazzoli?

«Indubbiamente sì. I punti sono quelli e adesso bisogna restare concentrati per far tonare i conti anche alla fine. Non dobbiamo farci troppe illusioni. Anzi, bisogna programmare per affrontare le difficoltà che inevitabilmente arriveranno».

Che giudizio dà della gestine Zanetti, da lei fortemente voluto?

«In lui vedo tanta passione, tanta qualità e quantità di lavoro. Sono elementi che consentono anche di far migliorare i giovani che abbiamo in rosa».

A proposito di giovani, come stanno andando?

«Fazzini e Baldanzi si pensava di lanciarli anche più tardi. Il fatto che abbiano anticipato i progressi è positivo. Bisognerà gestirli e aiutarli a migliorare la consistenza atletica. Hanno altri due o tre anni per maturare».

La sosta per i Mondiali la preoccupa?

«Non più di tanto. Abbiamo le persone capaci di farci arrivare nel modo giusto alla ripresa del campionato».

Lei di Mondiali ne ha visti parecchi. Di questi anomali in Qatar che ne pensa?

«Li seguirò, sono curioso. Semmai bisognerebbe domandarsi perché l’Italia ha mancato due qualificazioni. La risposta, lo dice in maniera pacata anche Mancini, è che nel nostro campionato giocano sempre meno giocatori italiani. E se guardate i quotidiani di oggi vedete che le grandi squadre continuano a guardare all’estero per i futuri acquisti, anche di giovanissimi. Io ci posso fare poco».

Lei dice che non bisogna farsi troppe illusioni sul campionato dell’Empoli. Dove può arrivare questa squadra?

«Dove può arrivare non lo so. Io so che la squadra ha grandi margini di crescita. Poi, ripeto, il piazzamento dipenderà anche dal mercato delle altre».

Lei da presidente è abituato a curare tutti i particolari, dallo sviluppo delle formazioni giovanili alle condizioni del terreno di gioco, che dalla tribuna sembra perfetto ma potrebbe essere migliore.

«Sì, ci sono stati alcuni infortuni e si sono fatti male anche un paio di arbitri. Abbiamo notato che il fondo del Sussidiario non è uguale a quello del campo principale, nel senso che il campo centrale è morbido in superficie ma forse un po’ troppo duro sotto. Sfrutteremo questa pausa per cercare di uniformare i due terreni».

La buona riuscita di una stagione passa anche da questi particolari.


 

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