Empoli e Monza agli antipodi. Sfida tra due filosofie (presidenziali) di calcio
Corsi parla poco e punta sui giovani, Berlusconi vuole fare la formazione
EMPOLI. Empoli-Monza è una sfida tra due diverse filosofie di calcio, un testa a testa tra due dei proprietari che da più tempo sono nel mondo del calcio. Se togliamo Giampaolo Pozzo, alla guida dell’Udinese dal 1986, non c’è nessuno infatti in Serie A che possa vantare un curriculum ricco di storia come quello di Fabrizio Corsi e Silvio Berlusconi. Il primo ha da poco festeggiato i 30 anni come numero uno dell’Empoli, essendo diventato presidente del club azzurro a neanche 31 anni nel luglio 1991, mentre il secondo è stato proprietario del Milan dal 1986 al 2017 prima di acquistare nel 2018 il 100% del Monza. Insomma, due che di acqua sotto i ponti ne hanno vista passare parecchia, così come hanno visto passare vittorie e sconfitte delle proprie squadre. Seguendo, appunto, due approcci al calcio per certi versi antitetici.
Corsi, con il suo Empoli, ha sempre puntato a costruire un ambiente che fosse come una seconda famiglia con i suoi giocatori, puntando sulla crescita dei giovani dal proprio vivaio, costruendo futuri campioni che poi avrebbero fatto le fortune di tanti top club. Berlusconi, dal canto suo, i campioni più che costruirseli in casa se li andava a cercare e comprare, insieme al fido collaboratore Adriano Galliani, suo braccio destro anche in questa avventura al Monza. Da una parte, quindi, c’è chi come Corsi investe sulla linea verde, dall’altra c’è chi come Berlusconi punta sull’usato sicuro. E questo si ritrova anche nelle trattative di calciomercato portate avanti da Empoli e Monza durante quest’estate.
Si parte già dalle cifre spese, per capire le differenze di visione tra le due società. Mettere in piedi il gruppo affidato a mister Zanetti è costato poco più di 14 milioni di euro, mentre i brianzoli hanno visto uscire dalle loro casse quasi 24 milioni. Se escludiamo Destro e Akpa Apro, Accardi è andato a caccia di giocatori molto giovani come Satriano, Cambiaghi, De Winter e Walukiewicz, che fanno 84 anni in quattro. A Monza, invece, è tutto il contrario. Se si tolgono Rovella e Carboni, si fa fatica a trovare un calciatore under 25 acquistato da Galliani. Basta leggere i nomi che compongono lo spogliatoio biancorosso per trovare giocatori del calibro di Petagna, Marlon, Sensi e addirittura un campione di Euro 2020 come Matteo Pessina.
Ma anche nel modo di gestire il proprio club Corsi e Berlusconi sono quasi l’uno opposto dell’altro. Il patron empolese è uno che parla poco, almeno davanti ai microfoni, soprattutto di questioni tecnico-tattiche. Corsi è uomo di poche parole e molti fatti, incredibilmente pragmatico. Berlusconi, invece, adora dare la propria opinione su come dovrebbe giocare la sua squadra o chi dovrebbe scendere in campo. «Degli schemi mi occuperò io – ha dichiarato senza troppi giri di parole l’ex presidente del Milan dopo il pareggio per 1-1 con il Lecce di metà settembre – Bisogna stare in campo in modo diverso, devo intervenire». Non sappiamo quanto sia merito di Berlusconi oppure no, fatto sta che dopo quelle parole il Monza ha infilato tre vittorie in fila e sabato alle 15 arriverà al Castellani sulle ali dell’entusiasmo.
Intanto, ieri mattina Bandinelli e compagni sono tornati in campo per continuare la propria preparazione e non lasciare niente al caso in vista di una partita davvero delicata che mette in palio punti dal peso specifico molto elevato. Il programma della settimana prevede una seduta oggi alle 15 e una domani mattina alle 11, entrambe a porte chiuse, prima della consueta rifinitura pre-partita di sabato. La Lega Serie A ha reso noto che l’arbitro della sfida sarà il signor Antonio Rapuano di Rimini, coadiuvato dagli assistenti Matteo Bordigoni di Terni e Marco Scatragli di Arezzo. l
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