L’Empoli di Zanetti è più solido ma paga qualcosa in attacco
In difesa meglio di Juve e Fiorentina, pochi tocchi nell’area avversaria
EMPOLI. Domani sera il Castellani accoglierà la prima di tante sfide appassionanti contro le alte sfere di questo campionato di Serie A, ospitando la Roma di Mourinho vincitrice la scorsa stagione della Conference League e rafforzata dall’inserimento di Dybala e Belotti in attacco. Nonostante i tanti scalpi illustri guadagnati lo scorso anno dalla truppa guidata da Andreazzoli, lo scorso anno la Roma è stata una delle avversarie più ostiche degli azzurri: a gennaio, proprio al Castellani, l’Empoli subì quattro reti in poco più di 13 minuti nella parte centrale del primo tempo, recuperando un minimo lo scarto nella ripresa e chiudendo la partita sul 2-4 per gli ospiti. Non è però scontato che quest’anno si riveda lo stesso spettacolo.
Non c’è dubbio, infatti, che molto sia cambiato tra l’approccio sbarazzino professato da Andreazzoli e i dettami tattici portati dal suo successore Zanetti, che nelle prime cinque giornate di questa stagione hanno donato una certa solidità alla squadra nonostante la linea difensiva sia rimasta uguale negli elementi a parte la perdita fondamentale di Viti. Lo si vede a occhio nudo, considerando quante vere occasioni da gol sono state concesse agli avversari nelle scorse partite; lo si legge anche dalle statistiche, che raccontano come l’Empoli rispetto allo scorso campionato sia sensibilmente migliorato. Basta considerare che quest’anno gli azzurri hanno la sesta miglior difesa del campionato con cinque gol subiti, in coabitazione con più squadre, e gli expected goal concessi agli avversari sono solo 4,7, rendendola la settima difesa della Serie A nella categoria e meglio di tante squadre di più elevata caratura come Juventus, Fiorentina e Lazio; la passata stagione la difesa dell’Empoli è stata la terza più battuta della categoria toccando quota 70 reti subite, e ancora peggio è il dato degli expected goal concessi che a 67,8 era il secondo peggiore del campionato. Un cambio di carreggiata netto evidenziato anche da altri dati, come i tiri in porta subiti: quest’anno 14, come Napoli, Atalanta e Roma e al quarto posto nella classifica, contro il terzultimo dato dello scorso anno.
I cambiamenti portati da Zanetti non si materializzano però solo nella migliorata fase difensiva. Anche lo sviluppo del gioco si è modificato, anche solo per la perdita di playmaker di assoluta qualità come Ricci prima e Asllani poi, di una mezzala come Zurkowski e di un fulcro del gioco imperioso e capace di far salire la squadra come Pinamonti; se Marin e Grassi devono ancora completare il loro percorso di ingresso nei meccanismi della squadra, sicuramente i vari Destro, Satriano e Lammers hanno caratteristiche diverse dal neo attaccante del Sassuolo. Un dato che ben esprime questa situazione è quello della quantità di tocchi di palla nelle varie zone del campo. La tendenza alla costruzione dal basso è rimasta, visto che l’Empoli rimane come lo scorso anno la seconda squadra di Serie A per tocchi nella propria area di rigore; ma, se l’anno scorso era a metà graduatoria per tocchi nell’area avversaria, questa stagione rimane drammaticamente nelle ultime posizioni. Va considerata anche la difficoltà a saltare l’uomo ereditata dalla scorsa gestione: se la percentuale di dribbling riusciti lo scorso anno era il 47,8%, peggior dato della categoria, questa stagione è del 46,9%, terzultimi in graduatoria. Semafori rossi importanti che spiegano come, con 4 expected goal prodotti, l’Empoli sia al quart’ultimo posto per reti attese quest’anno, mentre nella passata stagione la squadra era saldamente a metà classifica con picchi nella top 10 nel girone d’andata. l
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