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Calcio: Serie A

Empoli, si sblocca l’attacco: Lammers zittisce l’Arechi

Paolo Nencioni

	L’esultanza di Martin Satriano dopo il vantaggio arrivato alla mezz’ora della gara tra Salernitana ed Empoli (Lapresse)
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L’esultanza di Martin Satriano dopo il vantaggio arrivato alla mezz’ora della gara tra Salernitana ed Empoli (Lapresse)

Azzurri avanti con Satriano, poi il sorpasso granata con Mazzocchi e Dia. Ma l’olandese nel finale trova la zampata del giusto pari con la Salernitana

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EMPOLI. Il 2-2 tra Salernitana ed Empoli, lunedì 5 settembre, quarto pareggio consecutivo degli azzurri, sta tutto in un momento che forse è sfuggito ai più ma che racconta come nel calcio contino la tecnica e i soldi, ma anche l’atteggiamento in campo. Corre il 79’ e i padroni di casa sembrano in totale controllo davanti ai 18.000 dell’Arechi, dopo aver ribaltato il vantaggio iniziale di Satriano con le reti di Mazzocchi e Dia. Tonny Vilhena raccoglie una palla sulla sinistra e si concede una rabona che produce un cross banale e senza esito. Passano due minuti e Sam Lammers si avventa su una palla sporca al limite dell’area opposta, vince un rimpallo e spara in porta trovando la deviazione decisiva di Fazio per il definitivo 2-2.

Ecco, non possiamo esserne sicuri, ma c’è da scommettere che Davide Nicola, il tecnico dei campani, negli spogliatoi abbia preso metaforicamente o forse anche fisicamente il centrocampista olandese per un orecchio spiegandogli che lui non gioca ancora nel Barcellona e che fin quando il risultato è in bilico conviene fare le cose semplici.

L’Empoli dottor Jekyll e mister Hide torna dall’insidiosa trasferta con una notizia cattiva e alcune buone. La cattiva è che anche stavolta a un primo tempo sontuoso è seguita una ripresa scialba (e a questo punto bisogna pensare che sia anche un problema di tenuta fisica o di distribuzione delle forze). Quelle positive sono che la coppia d’attacco, come profetizzato da Zanetti, si è finalmente sbloccata, e che l’ultimo arrivato Pjaca non è solo una figurina. Il tecnico l’ha gettato subito nella mischia e lui ha risposto con una prestazione convincente, anche sulla tenuta atletica. Altra notizia positiva, ma ormai non fa quasi più notizia, è la crescita costante di Parisi, anche oggi il migliore in campo per distacco.

Nasce da un suo break la palla che Henderson scodella al 31’ sulla testa di Satriano, che rende all’argentino 8 centimetri ma sceglie meglio il tempo e timbra il suo primo gol in Serie A. Dall’altra parte il più pericoloso è il terzino sinistro Mazzocchi e non è un caso che al 39’ sia proprio lui a trovare il pari con una percussione prepotente. Il primo tempo finisce comunque con un possesso di 62 a 38 per l’Empoli. Alla fine sarà 52 a 48 per la Salernitana, che nella ripresa è un’altra squadra (complice il calo degli azzurri) e capitalizza al 61’ col bomber Dia servito da Vilhena dopo una dormita collettiva degli ospiti sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ora i padroni di casa, che possono permettersi il lusso di inserire Piatek per Bonazzoli, sembrano padroni anche della partita, ma mai dire gatto se non l’hai nel sacco, diceva il Trap. E infatti arriva quella palla sporca trasformata in oro da Lammers sotto la curva dove sono assiepati i pochi tifosi azzurri. A proposito di tifosi, una nota di demerito va a quelli granata, che passano per essere tra i più appassionati della Serie A, ed è vero, ma ieri hanno fischiato e insultato con frasi irripetibili Vicario, “colpevole” di aver giocato la sua migliore partita in carriera proprio contro la Salernitana alla fine dello scorso campionato, quando i campani erano in lotta per la salvezza.
 

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