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Dopo il 90’

Zanetti dopo il pari col Verona: «Non l’abbiamo chiusa quando potevamo e dovevamo»

Zanetti dopo il pari col Verona: «Non l’abbiamo chiusa quando potevamo e dovevamo»

Ma il tecnico si dice contento della prestazione della squadra

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EMPOLI. Difficilmente vedremo Tommaso Baldanzi in campo già a Salerno. Cinque giorni sembrano pochi per assorbire l’ematoma che si è formato sulla coscia dopo il duro intervento di Ceccherini. È lo stesso tecnico Paolo Zanetti a fare la previsione durante le interviste al termine di Empoli-Verona, finita sull’1-1, nella serata di mercoledì 31 agosto.

Uno Zanetti che non si definisce amareggiato per la vittoria sfumata. «Ma di sicuro – dice – sono più contenti loro di noi. Detto questo, non ci possiamo permettere di non essere contenti se facciamo anche un punto in Serie A. Noi siamo l’Empoli». E siamo condannati a soffrire, verrebbe da aggiungere.

«Abbiamo fatto di tutto per vincere – aggiunge il tecnico – L’unico difetto è che non l’abbiamo chiusa quando dovevamo».

Gli fanno notare che si è sentito qualche fischio quando è entrato Nedim Bajrami e lui non ci gira intorno: «Sinceramente i fischi non li ho sentiti, ma se ci sono stati, e se lui dovesse rimanere, sono convinto che può trasformarli in applausi. Non ci dimentichiamo che è un ragazzo del ’99, sballottato ogni giorno dalle voci, che ha aspettative. Io per quanto mi riguarda ho cercato di tutelarlo».

Su Baldanzi solo complimenti: «Ha fatto 35 minuti da antologia del calcio. Io lo dicevo qualche settimana fa. Magari sarò anche un allenatore scarso ma di calciatori ancora penso di capirne. Quando ho visto che non lo prendevano mai e cominciavano a fare falli ho chiesto all’arbitro di intervenire perché altrimenti non avrebbe finito la partita, come infatti è successo. Queste cose dal campo si vedono».

Zanetti sparge ottimismo anche sul nuovo arrivo Marko Pjaca: «È un giocatore forte e ha l’uno contro uno che nel nostro gruppo al momento ha solo Cambiaghi. Alzerà il livello della squadra».

Sulla tenuta atletica della squadra Zanetti sembra pensare che è soprattutto una questione di bilanciamento degli sforzi: «Era impensabile mantenere la stessa intensità che avevamo all’inizio».

Se Bajrami alla fine non dovesse partire, con l’arrivo di Pjaca e il rientro di Cambiaghi dall’infortunio potrebbe crearsi un problema di sovraffollamento lì davanti. Non è una cosa che preoccupa più di tanto Zanetti. «Se avessi a disposizione due attaccanti forti e qualche ragazzo non avrei problemi a scegliere – dice – Ma io non voglio un lavoro semplice. Preferisco avere più armi da usare e poi vale sempre la regola che gioca chi più lo merita». Anche su Satriano e Lammers, nonostante lo zero nella casella gol segnati, non arrivano bocciature: «Hanno fatto un ottimo lavoro là davanti e in fondo è solo la seconda partita che giocano in coppia. È mancata loro solo la zampata, spesso per questione di centimetri. Sono convinto che presto si sbloccheranno e allora anche i giudizi cambieranno».

C’è chi gli ricorda l’incredibile sconfitta della scorsa stagione del suo Venezia contro il Verona (da 3-0 a 3-4): «Paura di un altro ribaltone? No. Con questa squadra, per come gioca, non ho mai paura».

Sull’altro fronte, Gabriele Cioffi recrimina sul primo tempo: «Non so cosa sia successo, dovremo valutare. Forse abbiamo caricato troppo la partita o forse troppo poco. Ci sta vincere o perdere ma regalare un tempo come il primo di oggi non ci sta».

Parla anche Martin Satriano e commenta il contatto sospetto in area alla fine del primo tempo: «Per me era rigore. Io non sono uno che si butta, se sono caduto è perché mi hanno fatto cadere».

 

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