Empoli, riflettori sull’attacco. È qui che Zanetti può cambiare
Il tecnico preso per sistemare la difesa ha idee chiare anche per la fase offensiva L’ago della bilancia è Nedim Bajrami: se resterà potrebbe giocare da esterno
EMPOLI. Squadra aggressiva, propositiva ma organizzata in ogni reparto. Avere un’identità di gioco chiara ma che non sia fossilizzata in uno schema preciso; soprattutto offensivamente, dove ci vuole imprevedibilità e duttilità ma bisogna anche riuscire a schierare i migliori giocatori nelle posizioni dove rendono meglio. E va bene sbagliare qualcosa a livello tecnico, ma mai nell’atteggiamento che deve essere quello di dare il 100%, sempre. Sono questi i dettami che il nuovo allenatore dell’Empoli Paolo Zanetti vuole dare alla sua squadra e che ha illustrato con precisione e determinazione nella conferenza stampa con cui è stato presentato giovedì. Uno Zanetti che è stato preso anche per mettere a posto la difesa, ma che pensa all’attacco. Idee ben precise che il mister ha illustrato in questi giorni ai suoi nuovi giocatori. A partire da quel Bajrami che deve aver colpito particolarmente il tecnico azzurro, tanto da averne discusso già nella sua prima conferenza stampa il suo possibile utilizzo.
Proprio l’introduzione del talento albanese all’interno dei meccanismi offensivi del nuovo Empoli può far generare una di quelle discussioni su moduli e schemi tattici che tanto piacciono non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai tifosi. Sappiamo già, non solo perché è intuitivo guardando la rosa a disposizione ma anche per diretta parola di Zanetti, che dalla cintola in giù si agirà con la difesa a quattro e il centrocampo a tre. Dopo quel 4-3, tutto è aperto a interpretazioni. La prima impressione di Zanetti è però indicativa: pensa che Bajrami possa agire con più risultati sull’esterno che in mezzo al campo, specificando però che non avendolo ancora allenato è solo un’idea che si è fatto dall’esterno. Ma si sa, le prime impressioni sono quelle che contano. Se veramente Bajrami verrà schierato più vicino alla fascia, mancherebbero in questo momento gli effettivi per giocare con un ipotetico 4-3-3: motivo per cui Accardi ha specificato che servono almeno due giocatori che possono ricoprire sia il ruolo di seconda punta che di esterno d’attacco. Un profilo di questo tipo è sicuramente quello di Di Francesco, lasciato andare dopo non aver pagato il riscatto alla Spal, preso in era andreazzoliana proprio per la sua duttilità offensiva. Altrimenti si dovrebbe pensare a una sorta di modulo asimmetrico: uno dei centrocampisti si dovrebbe allargare per simulare l’azione di un’ala, costruendo così un 4-3-3 in fase difensiva e un 4-2-4 in quella offensiva; l’ipotesi però sembra francamente poco probabile. Inoltre c’è da ricordare che l’Empoli ha già preso due punte, Destro e Satriano: se il giovane in prestito dall’Inter può ricoprire più ruoli, e ha le capacità tecniche per legare centrocampo e attacco ma anche quelle fisiche per giocare da unica punta, l’esperto attaccante marchigiano è (nelle giuste condizioni) una macchina da gol. Insieme formano ipoteticamente una coppia d’attacco ben assortita, con Bajrami dietro le punte a supporto libero di svariare sul fronte offensivo. Sembra anche poco probabile, al netto della valutazione dell’allenatore, che uno dei due nuovi attaccanti sia stato preso per fare la riserva. Insomma, se l’anno scorso il rebus ricorrente era la scelta dei centrali difensivi, sembra che questa stagione sarà da capire volta per volta come Zanetti schiererà i suoi attaccanti. Sempre che da qui a settembre il mercato non si porti via qualcuno, a partire proprio da quel Bajrami che sembra essere l’ago della bilancia tattica del nuovo Empoli.
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