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Empoli raggiunto dal Verona, ma la salvezza ora è più vicina
Azzurri avanti con Di Francesco, poi Simeone sbaglia due rigori e Cancellieri risolve con un gran gol dalla distanza. Andreazzoli usa quattro sistemi di gioco in 90 minuti
EMPOLI. Alzi la mano chi non ha pensato che quella di ieri fosse la volta buona, dopo aver visto il Cholito Simeone sbagliare due rigori nel giro di due minuti. La volta buona, s’intende, per l’Empoli di tornare alla vittoria dopo più di tre mesi di astinenza, proprio contro quel Verona che è stata l’ultima squadra battuta sul campo (15 dicembre, secondo turno di Coppa Italia).
Corre il minuto 62 e gli azzurri sono avanti per 1-0 grazie alla rete di Federico Di Francesco al 26’. Parisi aggancia in area la corsa di Caprari, un piccolo tocco quasi impercettibile ma sufficiente per convincere l’arbitro Marcenaro a fischiare il rigore (anche se la sua reazione istintiva era stata quella di lasciar correre). Sul dischetto di presenta Giovanni Simeone, ma non incrocia abbastanza e Vicario respinge sui piedi di Parisi che mette in angolo. Mentre il Castellani esulta, si forma un gruppetto intorno all’arbitro e ben presto si capisce che è tutto da rifare. Al Var hanno visto che qualcuno è entrato in area prima della battuta (anche se tra questi non c’è Parisi che sarà il primo ad arrivare sulla palla). Lo stadio fischia, Simeone torna sul dischetto e sceglie ancora la destra di Vicario ma stavolta incrocia troppo e prende il palo.
Potrebbe essere il climax di un incontro non esaltante, quella fortuna che Aurelio Andreazzoli non ama tirare in ballo ma che certo non è stata amica dell’Empoli durante questo lungo inverno di scarsi risultati, questa glaciazione che ha stinto l’azzurro.
Invece il Verona non ci sta. Sarà anche vero che a Igor Tudor, tra infortuni e squalifiche, mancano una decina di giocatori, ma si è comunque concesso il lusso di tenere in panchina quello che poi cambierà la partita. Si chiama Matteo Cancellieri, ha 20 anni ed è cresciuto nelle giovanili della Roma. È lui, subentrato a Coppola al 60’, a inventarsi al 71’ un gran gol di sinistro dai 25 metri che non lascia scampo a Vicario. Poi si becchetta con Parisi per un presunto fallo in area (che non c’era): entrambi ammoniti. Tanto che a cinque minuti dalla fine Andreazzoli decide che due galletti nel pollaio sono troppi e inserisce Cacace (forse temendo un altro giallo).
In questi casi spesso si dice che un allenatore ha azzeccato il cambio, cioè Tudor quando ha inserito Cancellieri, ma forse è il caso di dire che ha sbagliato a non metterlo dal primo minuto.
Prima del pareggio il tecnico azzurro aveva già cambiato due sistemi di gioco. È partito col consueto 4-3-2-1, poi all’inizio della ripresa ha inserito La Mantia per Bajrami e si è passati al 4-3-1-2, prima di approdare al 4-4-2 con l’inserimento di Stulac per Di Francesco e finire con un prudente 3-5-2 che comunque ha portato a casa il risultato.
Un risultato che non può esaltare ma che certamente non è da buttare, alla luce di quanto hanno fatto le altre impegnate nella corsa alla salvezza. La buona notizia per gli azzurri, infatti, era arrivata ancora prima del fischio d’inizio da Venezia, dove i lagunari hanno perso in casa contro la Sampdoria. Se aggiungiamo le precedenti sconfitte di Spezia e Cagliari, la matematica dice che gli azzurri hanno guadagnato un punto su tre dirette concorrenti e c’è una partita in meno da giocare. Andreazzoli infatti non è contento della prestazione ma apprezza, e non poco, il punto, come avreva apprezzato lo 0-0 a Genova. Ormai ha capito che quella dell’Empoli è una lunga traversata nel deserto e che bisogna fare di necessità virtù. Il sole picchia forte e bisogna approfittare di tutte le oasi per prendere un sorso d’acqua, come quello di ieri, che ti consente di guardarti alle spalle e vedere che i predoni inseguitori si allontanano. Il traguardo non è lontano.
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