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Kean e Cutrone, la fuga dei talenti
Soldi e plusvalenze, così l'Inghilterra si è presa una buona fetta dell'attacco dell'Under 21 di oggi e (forse) dell'Italia di domani
Anno 2020, la perdita del talento. Già, nell'estate dell'arrivo di De Ligt, nell'estate in cui tornano anche i soldi stranieri (o almeno italo-americani, con Comisso che si prende la Fiorentina), in una sola settimana di mercato (quella ci siamo appena lasciati alle spalle), una buona fetta dell'attacco dell'Under 21 è volata in Inghilterra.
Moise Kean giocherà nell'Everton, Patrick Cutrone al Wolverhampton. In cambio di tante sterline. Soldi, soldi, soldi come canta Mahmood. A pensarci, stavolta, Juventus e Milan. Cioè due club dell'elite del calcio italiano. Che i talenti, insomma, dovrebbero proteggerli, aiutarli, farli crescere. E' un segno dei tempi, però. Cedere giocatori giovani, cresciuti in casa, significa non solo rimpinguare le casse (e ce n'è sempre più bisogno) ma anche sistemare i bilanci con le plusvalenze.
Vere, in casi come questi. Così Kean è stato pagato 30 milioni, Cutrone 18 che possono arrivare a 20 con i bonus. Sotto il profilo economico, insomma, niente male. Però fa un certo effetto pensarli oltre Manica, Brexit o non Brexit. Dopo la fuga dei cervelli, che certamente è un tema ben più serio e ben più grave, ora c'è anche quella del talento. Che, almeno in teoria, può essere un danno anche per la Nazionale. Questo, però, lo dirà il campo. Di sicuro per il ct Mancini non sarà un problema seguire le avventure inglese dei due ragazzi, ma per loro adattarsi a un calcio diverso (anche culturalmente) potrebbe non essere semplice.
Forse avranno l'occasione di giocare di più (che ovviamente dovranno guadagnarsi sul campo) ma tutto sommato è più confortante sapere che Chiesa, Zaniolo e tanti altri (ultima fase di mercato permettendo...) ce li godremo ancora in Serie A.
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