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Il calcio e l'estate dei manovratori di sogni... a pagamento

David Biuzzi
Mino Raiola accolto (da star) dai tifosi a Torino nel giorno di De Ligt
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Mino Raiola accolto (da star) dai tifosi a Torino nel giorno di De Ligt

Raiola, Mendes e soci: gli agenti sempre più potenti e sempre più ricchi. Boom delle commissioni

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L'estate del 2018 è stata quella di CR7, per distacco, quella del 2019 è partita come quella degli allenatori - Sarri alla Juventus, Conte all'Inter - e proseguita nel segno dei difensori (da Godin in nerazzurro a Manolas al Napoli passando per De Ligt in bianconero). Eppure i grandi protagonisti del mercato sono altri.

Non segnano, non recuperano palloni, non dribblano. Intrecciano trattative, semmai, le portano avanti e le concludono pure. E non lo fanno gratis, si chiaro. Sono i procuratori, gli agenti. Ce ne sono di tutti tipi, compresi quelli fatti in casa. Come Wanda Nara, che di Icardi è moglie e rappresentante. Umanità varia, proprio come diversi sono i due più importanti esponenti del ruolo. Almeno in questo momento. Cioè i potentissimi Mino Raiola, italiano d'Olanda che si è inventato il ruolo partendo dalla frequentata pizzeria di famiglia, e Jorge Mendes, il portoghese la cui storia è stata raccontata da un interessante libro del giornalista e sociologo italiano Pippo Russo. Stili all'opposto, con il portoghese sembra in giacca e cravatta e l'altro più spesso in maglietta e pantaloni corti. Ma, indubbiamente, due star.

Per il potere che hanno assunto, approfittando anche di una diffusa crisi dirigenziale, e per gli stipendi che si prendono. Raiola, appunto, nell'affare che ha visto la Juve prendersi De Ligt dall'Ajax, per 75 milioni, ne ha incassati ben 10,5. Oneri accessori, li chiamano le società. Aggirando facilmente l'ostacolo del tetto del 3% sull'ingaggio del giocatore imposto (si fa per dire) dalle norme Fifa. Che c'è ma non si vede, o comunque non serve. Soprattutto nei trasferimenti internazionali: 241 milioni complessivi incassati dagli agenti nel 2014, 548 nel 2018.

Io procuratore ti faccio prendere il giocatore, insomma, ma tu mi paghi assistenza, consulenza e compagnia cantante. Non è un quadretto particolarmente edificante, ma questo è. Così, poi, capita anche che all'arrivo di una della star del pallone, è sempre il caso di De Ligt a Torino, i tifosi in attesa esplodano al passaggio del suddetto agente (Raiola) con cori, applausi e selfie. Non sono neanche più la faccia oscura del pallone, insomma, perché ormai le luci della ribalta sono anche per loro. Semmai manovratori. Sì, i manovratori dei grandi sogni dell'estate. E, ovviamente, a pagamento.

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di Redazione web