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La Champions vale un tesoro, ditelo alle pretendenti
La corsa per l'Europa che conta (in dote almeno 40 milioni) sembra diventata un "Ciapa no": con 1 punto in 4 partite l'ultimo posto utile è ancora del Milan
Anno 2019, fuga dalla Champions. Ok, messa giù così magari è un po' forte, però è più o meno quello che sta raccontando un campionato che ormai, matematica o no, per lo scudetto non ha più niente da dire (e forse non lo ha neanche mai avuto...) e dove l'unica corsa ad oggi sembra quella in coda.
Già, perché dietro la Juventus ormai a un passo dall'ottava meraviglia sembra quasi ci sia una corsa per non prendersi il posto nella più nobile (e ricca) competizione europea. Lo dicono pure i numeri, visto che per ora sul quarto gradino c'è ancora il Milan. Squadra che, nelle ultime quattro giornate, ha messo insieme la bellezza di... 1 punto. Una miseria. Eppure i Ringhio-boys sono ancora quarti. Perché con l'Atalanta, con cui condividino il gradino a quota 52, hanno gli scontro diretti in vantaggio.
Consolazione neanche magra come sembra. A patto, ovviamente, di invertire subito il trend. Anche perché alle porte c'è lo scontro diretto con la Lazio, che di punti ne ha 49, che può dire molto. Ma e Atene piange Sparta non dire. Proprio la Lazio, ad esempio, ha gettato via alle ortiche la possibilità di rifarsi sotto pareggiando in casa col Sassuolo. L'Atalanta ha fatto lo stesso, ma a San Siro contro l'Inter, evitando di risucchiare dentro la truppa di Spalletti ma tenendo alta l'asticella. Tutto sommato nell'ultimo turno, fra le pretendenti alla piazza Champions, può sorridere solo la Roma che è passata in casa della Samp. Non il Torino, che a Parma non ha sfruttato (o almeno non del tutto) l'occasione per rompere il muro dei 50.
Insomma, solo una vittoria (quella giallorossa) fra le contendenti. Eppure la Champions resta un affare. Forse l'affare più importante per i club italiani (e non). Al di là del prestigio, infatti, porta soldi. E tanti. Soprattutto ora che le prime 4 d'Italia non hanno più da fare i conti con i fastidiosi preliminari. Quelli che scombinano una stagione, perché deve iniziare la preparazione in piena estate, e poi magari ci sbatti pure la testa. Ma non è più così. Ora si entra direttamente nalla fase a gironi, anche la quarta, e il tesoretto in dote è di almeno 40 milioni di euro.
Fa gola, insomma. Fa gola a tutti. Eppure da qualche settimana sembra di assistere a una grande partita a "Ciapa no", o se preferite "Traversone", che in ogni caso altro non è che il Tresette, gioco a carta, in cui si vince a non prendere, a non fare punti. Per la Champions League, invece, i punti servono. A disposizione ne restano 21 (guarda caso proprio quelli del Tresette) e, quindi, a livello teorico neanche l'Inter (che certo non sta volando...) può dirsi al riparo da brutte sorprese. Nel calderone, insomma, 6 squadre per 2 posti. E la sensazione che chi vuole davvero la Champions ora non può più permettersi sbandamenti.
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