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Kean e i suoi fratelli: qualcosa si muove

David Biuzzi
Kean e i suoi fratelli: qualcosa si muove

Sotto le ceneri del calcio italiano c'è ancora il fuoco del talento (che ci ha già regalato un quasi-titolo europeo). Ed è il momento di provare a soffiare su quella fiamma 

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"E' tutto sbagliato, è tutto da rifare". Tante volte è tornato alla mente Gino Bartali pensando ai tanti mali del calcio italiano, a un mondial (l'ultimo) senza l'azzurro, a un movimento che fatica a ritrovarsi e tornare agli antichi splendori. 

Anche oggi, diciamolo, il malato non è guarito. Però sotto la cenera c'è ancora un fuoco acceso, una fiammella. Che oggi ha i muscoli e il volto di Moise Bioty Kean, la riserva della riserva di casa Juventus che si è abbattuto come un ciclone sull'Udinese. Un italiano di secondo generazione, è nato a Vercelli da genitori ivoriani, un figlio del 2000 (ha compiuto 19 anni da una manciata di giorni, lo scorso 28 febbraio), che ha la tecnica ma anche la forza per sperare di accorciare il gap (che neanche è troppo piccolo) che oggi ci separa dalle realtà più importanti del pallone.

E non il solo, Kean. Per, al netto delle prodezze nell'anticipo, di lui e non solo di lui già si sapeva. Nella scorsa estate, infatti, l'Italia che non andava ai mondiali ha sfiorato un titolo non banale: l'Europeo Under 19. Ha perso in finale col Portogallo una partita pazzesca (3-4 il finale) ai supplementari dopo che i supplementari c'era arrivata proprio grazie a una doppietta di Kean (entrato ad inizio ripresa). Ma in quella squadra, guidata dal ct Nicolato, che in Finlandia ha comunque lasciato il segno non c'era solo Kean.

Vicino a lui, a inventare, c'era un certo (allora) Nicolò Zaniolo, classe 1999 e talento da vendere. Lo stesso che ora, il ragazzo di Massa, sta mettendo al servizio della Roma. E' un altro su cui scommettere, su cui puntare. A cui affidare il futuro dell'Italia. Come un altro classe 2000 che, per ora, incanta ma al piano inferiore. Si chiama Sandro Tonali, è un altro figlio del 2000 e già dalla scorsa estate è il regista del Brescia, in Serie B. Lo seguono tutti, lo vogliono tutti. Costa tanto, però, e in Serie A sta provando ad arrivarci con le rondinelle.

Nell'attesa va seguito e coccolato, come Kean e Zaniolo. Oggi stanno già dicendo molto, domani possono regalare ancora di più. Sempre che, ovviamente, si trovi anche il coraggio di farli giocare. Di Francesco, fresco di esonero, non ha avuto paura con Zaniolo, Mancini (che questi tre ragazzi terribili li ha già chiamati in azzurro) neanche. Ma serve di più, serve altro. Magari seguire la lezione dell'Ajax, che con una banda di giovanotti e qualche senatore (Blind, Tadic) si è presa il lusso di dare lezioni di calcio in casa del Real Madrid.

Si può fare, insomma. Si deve fare se davvero si vuole che la cenere torni fuoco che arde...

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