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Quella volta che Spalletti rispose ai razzisti... col Raro - Video
L'attuale allenatore dell'Inter citò l'esempio dell'amico Gianfranco Santini dopo gli ululati a Rudiger durante un derby Roma-Lazio
EMPOLI. Lo ha già incontrato questo avversario, Luciano Spalletti. Del razzismo e di razzismo parlò meno di 2 anni, dopo un derby di Coppa Italia che la sua Roma aveva giocato con la Lazio. [[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12696005:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/12/30/news/addio-al-raro-il-super-tifoso-cieco-dell-empoli-1.12696005]] Quella volta toccò a un suo giocatore, Antonio Rudiger, essere il bersaglio di fischi e ululati. E lui, il tecnico, replicò parlando... del Raro. Cioè dell’amico, scomparso poco tempo prima, Gianfranco Santini. Un’istituzione a Empoli e, in generale, nel mondo del calcio. Reso cieco da una malattia, quando era poco più che un ragazzo, non aveva abbandonato la sua passione per il calcio. «Io avevo questo amico – disse Spalletti – che era un non vedente. Lo chiamavamo tutti Raro, perché era un tipo unico. Aveva occhi azzurri bellissimi ma purtroppo ciechi. Ecco, io a ai razzisti auguro proprio di poter vivere qualche giorno da Raro, perché lui giudicava le persone da quello che trasmettevano non vedeva ma sapeva ascoltare il cuore delle persone. Altro che pensare al colore della pelle».
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