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Bennacer pronto a “ringhiare” «Serve ancora più cattiveria»

David Biuzzi
Bennacer pronto a “ringhiare” «Serve ancora più cattiveria»

Tra corsa e falli il regista sta scoprendo la sua... faccia oscura. E non gli dispiace

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«Attitudine a offendere, a fare del male»: questa, secondo il vocabolario, è la definizione della parola “cattiveria”. Malvagità e perfidia sono i primi sinonimi indicati. Eppure da qualche settimana, in casa Empoli, è proprio la parola che gira più di tutte le altre. Quasi un mantra: «serve cattiveria», «dobbiamo essere più cattivi» e via dicendo. Si parla di calcio, è chiaro, quindi il significato è un po’ diverso. Riguarda la praticità, la capacità di sporcarsi anche le mani, per venire a capo di una partita, per superare un avversario.

E, fra gli azzurri, c’è chi meglio di altri sta interpretando questo trasformazione voluta, fortissimamente voluta da Beppe Iachini e da chi il nuovo tecnico lo ha scelto. Si tratta di Ismael Bennacer. Il ragazzo dai piedi educati che ha compiuti 21 anni giusto una settimana fa e che, con la nuova gestione, non ha smesso di disegnare calcio, ma ci ha aggiunto qualcosa. Come dimostrato dal report della sfida di Ferrara: contro la Spal è stato quello che ha corso di più, quello che ha recuperato più palloni e quelli che ha commesso più falli. Alla faccia del numero 10 che porta sulle spalle...

Allora, Bennacer è diventato... cattivo?

«Ci sto provando – dice lui, accompagnando però la frase minacciosa con il sorriso del bravo ragazzo – sto prendendo confidenza con il nuovo ruolo, con quello che chiede l’allenatore e devo dire che, allenamento dopo allenamento, mi trovo sempre più a mio agio. Non devo e non posso accontentarmi, però, perché il percorso è solo all’inizio».

Cioè vuole diventare ancora più cattivo?

«Devo. E non solo io ma tutto l’Empoli. A Ferrara non lo siamo stati abbastanza, perché alla fine abbiamo riportato a casa un ottimo punto e una buonissima prestazione, ma con un gol di vantaggio e un uomo in più dovevamo vincerla quella partita».

E ora arriva il Bologna...

«Dovremo essere ancora più cattivi, non c’è dubbio. I nostri avversari lo saranno, come giusto che sia, e noi dovremo esserlo più di loro. È una partita importante, per tutti, quindi il nostro compito è metterci qualcosa in più dell’avversario sotto tutti i punti di vista. Non possiamo sbagliare».

Anche perché la gara con gli emiliani può rivelarsi davvero molto importante per la classifica.

«Francamente io la classifica non lo guardo. Dobbiamo concentrarci sui miglioramenti che dobbiamo ancora fare, perché questa squadra ha margini di crescita».

Significa che la guarderà più avanti?

«Non lo so, non è detto. In questo momento, a mio avviso, la classifica non rispecchia il reale valore dell’Empoli. Possiamo e dobbiamo recuperare posizioni, perché la nostra squadra può stare tranquillamente nelle zone di metà graduatoria».

Oltre che più cattivo sembra anche più deciso...

«Sul valore dell’Empoli ho sempre avuto le idee chiare. Sulla cattiveria, ripeto, con il cambio del tecnico stiamo cambiando anche il nostro modo di interpretare le partite, l’atteggiamento. E io mi sto adattando».

Le piace?

«Mi piace il nuovo ruolo e mi piace fare quello che mi viene chiesto di fare».

Come sta? Passata la febbre?

«Sì, tutto bene. Contro il Bologna voglio esserci».

Bennacer, insomma, è pronto a ringhiare ancora... —



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