Meteo
Ora la “spugna” Bennacer ci mette anche la quantità
Vivarini fu il primo ad accorgersi di una delle sue doti migliori: impara in fretta E i numeri della partita di Ferrara dimostrano che è già il regista giusto per Iachini
«Questo ragazzo è come una spugna, assorbe rapidamente tutto quello che gli dici». Era l’estate del 2017 e Vincenzo Vivarini, che sedeva sulla panchina dell’Empoli, raccontava così le prime impressioni suscitate da un giovanotto appena arrivato alla sua corte: Ismael Bennacer. Il ds Accardi lo aveva preso dall’Arsenal sborsando 1 milione. In pochi lo conoscevano ma il ritratto “dipinto” dal tecnico abruzzese era decisamente reale.
È una spugna, Bennacer. Impara tanto e impara in fretta. Se ne sono accorti, dopo Vivarini, anche Andreazzoli prima e Iachini ora. Perché a 21 anni, compiuti giusto sabato scorso, il ragazzo di Arles si sta già imponendo in un ruolo... da veterano. Quello del regista, del play basso. Che doveva essere il suo già secondo i piani estivi, ma che lo è diventato poi, in corso d’opera. A partire dalla sfida con la Juve di CR7. Ed è stato tutto in crescendo.
Inclusa l’ultima uscita, quella in casa della Spal. In cui il franco-algerino ha fatto registrare altri passi avanti. Sottolineati anche dai numeri di una partita, la sua, giocata nel segno della quantità. Già, perché nonostante i piedi estremamente educati (basta vedere, per rendersene conto, il passaggio di prima che arma il destro di Krunic in occasione del raddoppio), la partita di Bennacer è stata anche e soprattutto corsa e contrasto. Non a caso con 11,173 chilometri percorsi è stato l’azzurro a primeggiare in questa classifica (davanti a Traore con 11,091 chilometri). Lo ha fatto con una buona velocità media, di poco inferiore ai 7,5 chilometri orari, e lo ha fatto anche condendo la sua prestazione con ben 4 palloni recuperati (il migliore in assoluto).
Ma il nome del play azzurro compare anche nella top 5 di altre due classifiche: 2 tiri in porta (più di lui, fra gli azzurri, ha calciato a rete solo il bomber Caputo con 3), un’occasione da gol (il suo sinistro radente da fuori deviato in angolo, non senza fatica, da Gomis), palle giocate (63) e passaggi riusciti (42).
Numeri, questi ultimi, che indicano chiaramente come Bennacer sia sempre più al centro del progetto. Anche dopo il ribaltone in panchina, anche dopo il cambio di modulo con il vecchio 4-3-1-2 diventato 3-5-2. Non solo. Altri dati spiegano bene come il piccolo, grande centrocampista si sia subito adattato anche all’idea di calcio portata da Iachini. A Ferrara, infatti, è stato l’azzurro che ha subito più falli insieme a Di Lorenzo, ma sempre insieme al terzino è stato anche quello che ne ha fatti di più.
Un regista operaio, dunque. E visto che il talento ce l’ha dalla nascita... —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
