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«Sentimenti o... giramenti?» Alla fine a Iachini resta il dubbio
L’allenatore sceglie una battuta per raccontare il suo stato d’animo «Contento della prova, però abbiamo sbagliato a pensare di gestire»
il dopo partita
Sentimenti e... giramenti. La battuta di Beppe Iachni, al termine della gara del Mazza vale il prezzo del biglietto. E riepiloga le due sensazioni che si vivono alla fine di questo 2-2. Soddisfazione e delusione mischiate insieme. «Non so se prevalgono i sentimenti o i giramenti – dice ridendo il tecnico – la Spal aveva preparato questa gara come la sfida della vita e quindi sono contento dei nostri ragazzi. Lo spirito è stato quello giusto: subito in avvio abbiamo avuto un paio di occasioni, ma al primo piazzato abbiamo subito gol. Siamo rimasti compatti ed equilibrati, prima pareggiando e poi trovando il vantaggio. Nella ripresa siamo partiti come nel primo, ma dopo l’espulsione abbiamo rallentato troppo e questo non deve accadere. Dovevamo cercare il colpo del 3-1, ma inconsciamente abbiamo pensato di poter gestire il risultato. Non mi piace gestire, dobbiamo cercare sempre di affondare quando possiamo».
Difficile spiegare perché gli azzurri non siano risusciti a chiuderla in superiorità numerica. «Succede – taglia corto Iachini – nonostante tu voglia determinate cose non sempre le ottieni. Non dobbiamo mai smettere di fare le nostre cose e tenere in mano il pallino del gioco. Abbiamo pensato di poter gestire il risultato, ma noi no siamo fatti per gestire. Siamo fatti per sparare. In tre settimane non si può cambiare tutto, ma i ragazzi mi seguono e ora lavoreremo anche su questo. Peccato, perché sul 2-2 abbiamo continuato a giocare. Meritavamo i tre punti per le occasioni create, concedendo anche qualcosa agli avversari. Il percorso è giusto e noi dobbiamo continuare così».
Il bicchiere alla fine è comunque mezzo pieno. «A mio avviso si vedono tante cose belle e interessanti su cui poter insistere – chiosa – noi dobbiamo andare sempre a 200 all’ora. L’unica cosa negativa è stata non riuscire a chiudere la partita. Prendiamo pochissimi tiri in porta: oggi 2 al massimo 3 e meno di così in Serie A è difficile, c’è grande qualità negli avversari. I nostri margini di crescita sono alti». —
Alessandro Marmugi
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