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Il mito racconta: la Dea si può battere, ma non senza coraggio e astuzia
IL COMMENTODAVID BIUZZIStavolta c’è addirittura una figura mitologica, una Dea, sulla strada degli azzurri. Si chiama Atalanta e, prima della sosta, davvero è sembrata salire sull’Olimpo del pallone...
IL COMMENTO
DAVID BIUZZI
Stavolta c’è addirittura una figura mitologica, una Dea, sulla strada degli azzurri. Si chiama Atalanta e, prima della sosta, davvero è sembrata salire sull’Olimpo del pallone per tramortire l’Inter.
Secondo la tradizione classica Atalanta, ripudiata dal padre che voleva un figlio, era una cacciatrice insuperabile. Un oracolo le predisse che avrebbe perso le sue abilità quando avesse trovato marito e lei, sicura dei propri mezzi, promise di sposarsi solo con chi l'avesse battuta in una gara di corsa. La posta era altissima: ciascun pretendente che non ne fosse uscito vincitore, sarebbe stato ucciso. L’impresa di batterla riuscì Melanione, aiutato da Afrodite, con tre mele d’oro lasciate sul percorso che lei si fermò a raccogliere perdendo così terreno prezioso e, di conseguenza, la corsa.
E qualcosa di simile, oggi che il terreno di gara è il Carlo Castellani, dovrà inventarsi l’Empoli. Che per battere l’Atalanta dovrà prima di tutto volerlo a ogni costo e, poi, unire le abilità alla testa. Dare campo da attaccare ai nerazzurri, ad esempio, sarebbe una condanna. Quindi servirà la massima attenzione, quindi servirà il coraggio per provare a vincere quei duelli individuali che Gasperini chiede ai suoi di portare a tutto campo. «Servirà la prova perfetta», dice Iachini. Che forse esagera, ma anche troppo. Di sicuro ci sarà bisogno di fare di più e meglio rispetto alla sfida con l’Udinese.
Le armi per riuscirci, comunque, ci sono. Certo l’aiuto di Afrodite o di qualsiasi altra divinità non farebbe male, ma in casa c’è già qualcuno che può fare al caso. La mela d’oro degli azzurri, in sostanza, si chiama Ciccio Caputo che con 6 gol segnati nei primi 12 turni di campionato viaggia nel segno non delle leggende ma almeno dei grandi bomber del passato. In Serie A, infatti, prima di lui c’erano riusciti attaccanti decisamente poco banali come Francesco Tavano (8 reti nel 2005/2006) e prima ancora Antonio Di Natale (8 acuti nel 2002/2003).
Se c’è chi può fermare la Dea, insomma, è proprio il bomber. Con o senza l’incrocio con Masiello. Ad aiutarlo, però, dovrà essere soprattutto l’Empoli, perché in partite come quella di oggi di una prova di squadra, di una grande prova di squadra, proprio non si può fare a meno. Quel tipo di prove che gli azzurri hanno in canna (e la capacità di soffrire vista contro l’Udinese ne è una prova lampante), quel tipo di prove tanto piacevano a Rolando Barbetti, grande tifoso azzurro venuto a mancare (condoglianze alla famiglia) proprio ieri. —
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