Tecnologia e informatica La fabbrica dei campioni entra già dentro al futuro
Un software e una App per raccogliere i dati sui tesserati Il dg Pecini: «Uno strumento ci aiuterà a formare giocatori»
Da Monteboro a Palo Alto. Già, è come se la fabbrica dei campioni entrasse nella Silicon Valley, come se fosse nato una sorta di Empoli non 2.0 ma addirittura 3.0. Il passo nel futuro è quello compiuto dal settore giovanile. Quel vivaio alla cui porta, dopo l’ennesima rivoluzione (dei vertici) estiva è ancora appeso il cartello “lavoro in corso” ma che è già capace di guardare avanti.
Lo fa, da qualche settimana, con un software diventato anche un App per smartphone che viene utilizzato da dirigenti, allenatori, preparatori, medici e giocatori. L’obiettivo è quello di creare dei big data (l'insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi di dati massivi) per analizzare allenamenti, rendimento e per scambiarsi informazioni come in un gruppo WhatsApp. Una sorta di social, un piccolo Facebook che però gira intorno soltanto al mondo Empoli.
«Ci serve – spiega Riccardo Pecini, che del club è direttore generale e anche responsabile del settore giovanile – per lasciare una traccia del lavoro fatto. Non a brevissimo tempo, ma fra 3 o 5 anni avremo una serie di dati tecnici, fisici e anche burocratici che agevoleranno il lavoro».
La tecnologia, dunque, per seguire la crescita dei giovani talenti. Capire quello che è stato fatto per programmare quello che ci sarà da fare. «Non vogliamo spiare il diario dei ragazzi, non vogliamo correggere i compiti. Semmai – prosegue Pecini – leggiamo il registro di classe con presenze e voti. A giugno, a stagione finita, analizzeremo tutti i dati raccolti e organizzeremmo l’annata successiva di conseguenza».
Il vantaggio principale sarà soprattutto nel passaggio di categorie, quando il nuovo staff (allenatore e preparatore) avrà già a disposizione tutti i numeri relativi ai ragazzi. Ma non solo. «Il primo vantaggio – aggiunge ancora il dg – è che ora sarà il software a calcolare ed estrapolare immediatamente i dati. Ma anche l’App per i ragazzi presenti diversi aspetti positivi. È un approccio diverso al lavoro, agli impegni. Quasi un primo assaggio di professionismo. O almeno di atteggiamento professionale».
Il software è della WeakRisk sport solutions, azienda specializzata nello sviluppo di sistemi per le società sportive. Che nasce in ambito medico e farmaceutico, ma che poi per prima ha scommesso sull’informatizzazione delle società di calcio. In Serie A, oltre agli azzurri, anche Atalanta, Sampdoria e Parma se ne servono. L’Empoli, poi, ha chiesto all’azienda bergamasca una personalizzazione completa del programma. Da cui, tramite la App che può essere scaricati su tutti i dispositivi mobili (Ios, Android, Windows Phone e via dicendo) viene chiesto l’accesso ai tesserati del vivaio tramite una mail empolifc.com. Una volta creato il proprio profilo, i calciatori entrano nella rete coi dati di partite, allenamenti, test e via dicendo. Ma anche gli stessi tesserati possono e anzi devono arricchire il profilo dando le loro valutazioni sul lavoro svolto.
L’idea, alla fine, è quella di seguire un ragazzo dai primi passi all’approdo in prima squadra. «E proprio per questo – rivela Pecini – già i test medici e atletici di prima squadra e Primavera sono assolutamente identici».
Un lavoro capillare, insomma. Destinato a dare frutti non a breve termine. «L’obiettivo del settore giovanile dell’Empoli – conclude Pecini – era, è e sempre sarà quella di formare i giocatori, di portarli fino alla prima squadra. Avere sempre più Traore, insomma. È chiaro che ci piacerebbe che insieme ci fossero anche i risultati. Penso alla Primavera, che in questo momento non sta ottenendo quanto merita. Di sicuro vogliamo fare di tutto per salvarci, ma a livello tecnico la formazione e la crescita dei ragazzi viene prima».
E ora, per provarci, si sono anche un software e una App in più... —
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