Il presidio
Pecini: «A Iachini chiediamo equilibrio. Rifarei tutte le scelte di mercato»
Dal ribaltone in panchina («questa è una sconfitta di tutti noi») al prossimo match passando per i casi più spinosi (come La Gumina): parla il direttore generale dell'Empoli
EMPOLI. Quando il gioco si fa duro, diceva John Belushi in Animal House, i duri cominciano a giocare. E visto che l’Empoli ora vive un momento davvero duro, a parlarne è il direttore generale azzurro Riccardo Pecini.
Intanto come sta?
«Male. Umanamente la scelta di esonerare Andreazzoli ha lasciato il segno. Per pochi mesi abbiamo vissuto la stessa quotidianità, ma ci conosciamo da tempo».
Come siete arrivati a questa decisione?
«Al termine di una lunga analisi. Non è una scelta dettata dal 5-1 di Napoli. Abbiamo preso in esame l’andamento della squadra dall’inizio. Quello che, secondo noi, di buono è stato fatto e anche quello di non buono. E la conclusione è stata che il percorso che avevamo avviato poteva non essere quello giusto».
Sembra più un cambio di filosofia che di allenatore...
«Sì, è così. Pensiamo che quella idea di calcio che tanto ha dato lo scorso anno in questa categoria fosse diventata uno svantaggio. D’altra parte il livello è alto, anche fra le medio-piccole».
Quindi non una semplice colpa di Andreazzoli?
« È una sconfitta di tutti noi, perché l’idea di arrivare all’obiettivo-salvezza attraverso questa strada era di tutti noi».
Secondo molti l’Empoli ha scelto di abbandonare il bel calcio.
«No. Come ha detto il presidente Corsi pensiamo di poter giocare il nostro calcio in maniera differente. Vogliamo sempre un gioco intelligente e coinvolgente ma con un atteggiamento diverso. Abbiamo una squadra di qualità, di questo sono sicuro, e abbiamo scelto un allenatore, Iachini, che queste qualità sa e può sfruttarle. In linea di massima l’obiettivo è quello di avere una manovra che si sviluppi più in verticale».
E non era possibile cercare un atteggiamento diverso senza il cambio della guardia in panchina?
«In genere è la filosofia di gioco che detta l’atteggiamento. Se l’idea è quella di avere sempre il controllo del gioco darai per forza sempre più peso alla fase offensiva».
Quindi a Iachini cosa avete chiesto e cosa chiedete?
«Di portare equilibrio. Di dare maggiore protezione e serenità al reparto difensivo, che sta subendo molto nonostante il rendimento dei singoli non sia negativo, e ovviamente di sfruttare le qualità che, ripeto, questo gruppo ha nella fase offensiva».
Questo difetto, che evidentemente è congenito, non poteva essere corretto col mercato?
«L’arrivo di un giocatore con le caratteristiche di Acquah andava proprio in questo senso».
È un dato di fatto, però, che finora nessuno dei nuovi arrivati sta particolarmente brillando...
«L’analisi sui singoli giocatori va sempre fatta a lungo termine. I tifosi, giustamente, giudicano quello che vedono durante una partita, i dirigenti devono valutare altro. Come il lavoro quotidiano. E, comunque, non mi sembra il caso di mettere in croce i nuovi. Tutti, secondo noi, ci stanno dando qualcosa e, soprattutto, hanno qualcosa da poterci dare».
Giochiamo a carte scoperte: ci sono tante critiche soprattutto per Capezzi e La Gumina, che non a caso hanno preso il posto di due “titolarissimi” della passata stagione...
«Bene, parliamone. Capezzi ha avuto un ottimo impatto. Poi qualche problema fisico e un calo lo hanno condizionato. La Gumina è un caso diverso. Su di lui, forse anche per la cifra che lo abbiamo pagato (9 milioni, ndr) si sono create da subito tante aspettative. Ma è un ragazzo, un giovane attaccante e sapevamo che avrebbe avuto bisogno di tempo. Però lo vediamo allenarsi tutti i giorni, lo vediamo crescere, e siamo ancora più che convinti dell’investimento fatto. Speriamo che con Iachini, l’allenatore che lo ha fatto debuttare in A, possa far vedere a tutto il suo valore».
Però, dopo 11 turni, qualche gol se lo sarebbe aspettato pure lei...
«Mi aspettavo i gol di Nino e, se è per questo, me ne aspettavano qualcuno in più anche da Zajc e Krunic. In definitiva se siamo terz’ultimi è segno che l’Empoli non funziona come dovrebbe. Ma l’Empoli, non La Gumina».
In definitiva rifarebbe il mercato che avete fatto?
«Sì, lo rifarei. Rifarei tutto perché resto convinto che l’Empoli abbia tutte le armi per arrivare alla salvezza».
Oggi Pecini che ha sensazioni ha?
«Ho fiducia. Il gruppo è fatto da ragazzi seri che si stanno comportando bene. Certo sono scossi dal cambio dell’allenatore, come è giusto che sia, ma stanno lavorando sodo in vista dell’Udinese».
Che partita si aspetta?
«Intanto è sbagliato pensare che sia quella decisiva. Perché non è certo l’ultima. Comunque mi aspetto una buona Udinese, perché col Milan ha giocato molto bene, e questo è già un problema. Inoltre mi aspetto un Empoli più attento ma con la stessa voglia di dimostrarsi migliore del suo avversario».
E dai tifosi?
«Che salutino Andreazzoli come si merita per quello che ha fatto. E che, come sempre, siano al fianco dell’Empoli».
Ultima domanda: si sente sul banco degli imputati?
«Mi sento in discussione, perché mi ci metto ogni giorno. Ma ho più dubbi quando le cose vanno bene». —
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