Il Tirreno

Empoli

I diavoli sono Terracciano e Mchedlidze Milan fermato

David Biuzzi

L’Empoli va sotto e soffre, ma resta sempre dentro la gara Il rigore conquistato dal georgiano e il portiere fanno il resto

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

Sbatte contro due demoni, il Milan. Il primo è un vecchio rivale, il redivivo Mchedlidze, l’altro un portiere che si chiama Terracciano. L’Empoli lo ha preso la scorsa estate gratis dal Catania , gratis, è al Castellani vive una notte da fenomeno assoluto. Si spiega così, in estrema sintesi, un pareggio che probabilmente penalizza i rossoneri, ma premia i sacrifici degli azzurri che hanno il merito di provarci sempre, anche quando sembra quasi impossibile, e resistere, resistere, resistere poi. E non è poco.

L’avvio è tutto del Milan. Che certo paga l’assenza di Higuain là davanti, ma per il resto gioca che è un piacere. Per Gattuso, ma anche per la dirigenza, quasi al completo al Castellani, e i tifosi rossoneri. Per almeno 25 minuti in campo c’è quasi da solo. All’Empoli, in sostanza, toglie la sua arma preferita: il possesso palla. Che circola sempre fra i piedi educati dei Ringhio-boys. Gli azzurri, invece, faticano molto. Quello fuori, per Andreazzoli, non è uno del calibro del Pipita, ma regalare Zajc, Acquah, Antonelli e Pasqual è davvero troppo. Così guadagnare metri è difficilissimo. Sia dopo la sberla di Biglia che - complice la deviazione di Capezzi - porta avanti i suoi al 9’ approfittando di una respinta troppo corta di Krunic e una chiusura in ritardo di Traore, sia dopo. Per 10 minuti abbondanti, non a caso, l’Empoli fatica anche a passare alla metà campo. Poi, però, s’accende d’improvviso. Al 27’, quando proprio Krunic spacca in due il Milan e spedisce La Gumina davanti a Donnarumma. Il movimento dell’attaccante è perfetto, ma la conclusione è proprio sul portiere. È il segnale che scuote i padroni di casa, però, tanto che al 31’ Bennacer, il più attivo, offre una palla d’oro a Caputo che controlla da fenomeno e spara altrettanto bene. Peccato che il fenomeno ce l’abbia anche il Milan, in porta: la deviazione sul palo è prodigiosa. Tutto bello. Anche il finale di tempo, con gli azzurri che attaccano e il Milan che ora soffre di più, ma in contropiede sbatte almeno tre volte su parate (suSuso e Calhanoglu) e paratone (su Kessie) di Terracciano che tengono aperta la gara quando si va al riposo.

La ripresa si apre con ritmi più umani. E la sensazione è che sia manna dal cielo per il Milan, che controlla agevolmente e sembra anche pericoloso nelle ripartenze. L’Empoli, però, resta dentro la partita con le unghie e con i denti e, al 20’, Andreazzoli si gioca la carta Mchedlidze. Già, proprio lui, che più di 500 giorni fa si fece male proprio contro il Milan, dopo avergli fatto gol. L’anti-Diavolo, in pratica, perché 300 secondi dopo è proprio il georgiano a scartare il gentile omaggio di Romagnoli. Che macchia indelebilmente una partita, la sua, fino a quel momento quasi perfetta rinviando sull’avversario e stendendolo poi. L’arbitro Fabbri non ha dubbi e concede subito il rigore. Il controllo al Var conferma e Caputo, dal dischetto, fredda Donnarumma. Gattuso corre ai ripari sganciando Cutrone, per Borini, e Castillejo,per Calhanoglu. Andreazzoli, invece, si copre con Rasmussen per Capezzi e Brighi per Traore. Inizia, così, un ultimo spicchio di partita che in sostanza si gioca davan ti alla porta azzurra. Dove, però, a fare la guardia che ancora Terracciano in versione superman: vince almeno quattro duelli con Suso e l’ultimo, al 43’, è un vero miracolo. È la sua notte, insomma. È la notte dell’Empoli. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web