Il presidio
Fumogeni, striscioni e coreografia bianconera Così il Corsini sembra una piccola “Bombonera”
dodicesimo uomoMarco sabiaCome ai vecchi tempi, come quando c’era la tribuna di legno e i derby erano delle battaglie dentro e fuori dal campo. Anche se è finito 0-0, Fucecchio–Cuoiopelli ha fatto...
dodicesimo uomo
Marco sabia
Come ai vecchi tempi, come quando c’era la tribuna di legno e i derby erano delle battaglie dentro e fuori dal campo. Anche se è finito 0-0, Fucecchio–Cuoiopelli ha fatto respirare ad oltre 500 persone quell’atmosfera da calcio anni Settanta, molto più genuina del calcio iper mediatico ed ingessato di oggi.
I ragazzi del Vecchio Settore 1903 hanno preparato per l’occasione una coreografia “deluxe”, con fumogeni e strisce bianconere che dalla tribuna arrivavano fino alla recinzione del campo. E lo stadio Filippo Corsini, per novanta minuti, è diventato una piccola “Bombonera” (il celebre stadio del Boca Juniors a Buenos Aires), dove i fumogeni hanno accompagnato l’ingresso in campo delle due squadre. Fumogeni che potrebbero comportare una multa per la società ma – come sottolinea il presidente – «averne di problemi come questi». Una frase che sottolinea l’importanza di aver visto uno stadio veramente vissuto, dove le due tifoserie non le se sono mandate a dire, fra cori contro i “cispiosi” e contro i “pellai”. Qualche giocatore è stato più di mira rispetto agli altri, con quelle classiche urla da calcio di provincia che dalla tribuna arrivano forti e chiare fino sul manto erboso. Il più bersagliato, ma era prevedibile, è stato il mister biancorosso Andrea Cipolli, ex guida tecnica del Fucecchio nell’anno della vittoria del campionato di Promozione. Ma torniamo alla coreografia: per realizzarla, i tifosi di casa sono arrivati allo stadio alle 10 e un passo alla volta – sotto il sole – hanno messo in piedi il loro “piano”.
È il gruppo che prende il nome di “Vecchio Settore 1903” perché fa riferimento a quel settore – ora interdetto per motivi di sicurezza – che si trova a lato della tribuna coperta e che era la “casa” di una parte del tifo più acceso. Perché adesso i tifosi più caldi stanno in tribuna, insieme a tutti gli altri, per una questione di uscite di sicurezza. Domenica, per la prima volta, è stato esposto lo striscione che porta il nome del gruppo di tifosi, che sono di tutte le età e che si autofinanziano.
La loro chiamata “alle armi” dei giorni scorsi ha funzionato e lo stadio si è riempito: «È stato bello – racconta il presidente Luca Lazzeri – vedere una risposta del genere. È una soddisfazione, una vittoria per noi. Poi la partita non è stata spettacolare, perché non è facile giocare a 32 gradi con la paura di perdere un match così sentito. Certo è che il divario con la Cuoiopelli – che l’anno scorso era molto ampio – si sta assottigliando. E non perché loro si sono indeboliti». Lazzeri nei giorni scorsi aveva chiesto alla cittadinanza di sostenere di più la squadra, sottoscrivendo gli abbonamenti: appello che è andato a buon fine, tanto che le tessere sono passate da una quarantina a un centinaio. E di conseguenza erano parecchie le maglie del Fucecchio col 12 dietro la schiena, numero simbolo del pubblico. Così facendo il Corsini può diventare un valore aggiunto ai gol di Sciapi. —
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