Il presidio
Bennacer si sente sempre più al centro del progetto Empoli: «Una bella sfida»
Il centrocampista franco-algerino parla del nuovo ruolo e delle sirene turche «Le attenzioni fanno piacere, ma non ho mai pensato di potermene andare»
EMPOLI. Un anno fa, più o meno di questi tempi, si stava chiedendo dove fosse Empoli e, probabilmente, cercava anche notizie su Google. Ma in 12 mesi lo scenario è cambiato, un po’ come il suo mondo, e Ismael Bennacer ringrazia il giorno in cui ha scelto di dire sì al pressing azzurro e accettare un richiesta che, in un primo momento, deve esserli sembrata strana.
Lui, francese di Arles ma algerino per origini e per nazionalità scelta, era un giovane del vivaio dell’Arsenal e aveva appena chiuso una stagione positiva al Tours, nella seconda serie d’Oltralpe. Era in ritiro coi Gunners e anche l’uomo che i biancorossi londinesi li ha guidati per una vita, Arsene Wenger, gli consigliò di accettare. Risulatato: un campionato vinto, da protagonista, e un ruolo sempre più centrale, anche fisicamente, per una nuova, fantastica avventura che si chiama Serie A. «Sicuramente venire a Empoli si è rivelata la migliore scelta che potessi fare – conferma lui, in un italiano che ogni tanto mischia all’inglese o al francese, ma che ora parla bene e capisce perfettamente – sia a livello professionale che per la mia famiglia. Qui ci troviamo tutti davvero molto bene».
Eppure sembrava che il Galatasaray fosse pronto a fare carte false per prenderla...
«Non ho seguito molto la vicenda, ma è vero che a un certo punto mi sono trovato i profili social invasi dai messaggi dei tifosi turchi. Ricevere certe attenzioni fa piacere, sono sincero, ma non ho mai pensato di andarmene. Ripeto, qui sto molto bene e c’è una Serie A da affrontare».
E anche un ruolo nuovo da imparare.
«Sì, il mister mi sta provando in una posizione più centrale e devo dire che mi piace. Essere sempre nel vivo del gioco è una bella sensazione. Tocchi più spesso la palla, sei sempre coinvolto nelle due fasi. Però mi rendo conto di avere ancora molto da imparare».
Tipo?
«Per me è davvero una novità. Nel Tours ho giocato da centrale ma in una mediana a due. È chiaro che l’interpretazione della partita è completamente diversa. Devi giocare la palla molto velocemente, con pochi tocchi, e non posso fare alcune cose che ho fatto nella passata stagione da interno. Serve tempo per meccanizzare tutti i nuovi movimenti, le giocate. Ma siamo qui per questo, per lavorare e imparare a fare quello che c’è da fare».
Non sembra che la cosa la spaventi molto.
«In effetti è così. Non mi spaventa. Anzi, mi piace provare cose nuove. È stimolante e penso che mi aiuterà a crescere come giocatore. Con il nostro allenatore, poi, è più facile apprendere».
Proviamo a immaginare la prima di campionato: debutta in Serie A in un ruolo nuovo e si trova contro Crisiano Ronaldo...
«L’idea è emozionante, non lo nego. Ma non sono un tipo che una volta in campo si mette a pensare a chi ha di fronte. È uno dei giocatori più forti del mondo, su questo non ci sono dubbi, ma è comunque un uomo. Come tutti noi. Non voglio fare il presuntuoso, sarà durissima. Ma sarà anche una bella sfida da affrontare».
Per lei e non solo.
«Già. Sono molto curioso di vedere come si comporterà la squadra in un campionato bello e difficile come quello di Serie A. Se riusciremo ad essere quelli delli scorso anno. Di sicuro ci proveremo e stiamo lavorando sodo proprio per questo obiettivo».
Anche la Nazionale resta un suo obiettivo?
«Certo. Ci tengo. Ci tenevo lo scorso anno ad entrare nel giro e ci terrei ora a ritagliarmi sempre più spazio nell’Algeria che verrà. Dopo l’esonero di Madjer siamo ancora in attesa del nuovo commissario tecnico, ma chiunque sia il mio futuro in Nazionale passa attraverso quello che saprò fare ancora la maglia dell’Empoli».
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