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Empoli, Mchedlidze e l'alba di un nuovo inizio

di ALESSANDRO MARINAI
Empoli, Mchedlidze e l'alba di un nuovo inizio

Sembrava che fosse arrivato il momento dell'addio, invece c'è stato un rinnovo forse diviso fra ragione e sentimento

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EMPOLI. In questi giorni è chiaramente il Mondiale in Russia a catalizzare l’attenzione degli appassionati di calcio ma anche degli addetti ai lavori che hanno rimandato, per il momento, ogni discorso relativo al calciomercato almeno per quanto riguarda i movimenti importanti. L’Empoli non fa eccezione, anche se i dirigenti sono pronti a fare le mosse giuste. La settimana scorsa, però, un movimento non proprio insignificante c’è stato, ovvero il rinnovo annuale del contratto di Mchedlidze. Che rappresenta una sorpresa perché tutto lasciava pensare che le strade tra l’Empoli e l’attaccante georgiano si sarebbero divise.

Zero presenze lo scorso campionato passato interamente in infermeria, nessun accenno di voler proseguire il rapporto né da parte della società né da parte del calciatore che dallo scorso gennaio avrebbe potuto accordarsi con chiunque visto che andava in scadenza il prossimo 30 giugno. Nessuno, insomma, poteva dirsi certo di questa firma che invece è arrivata. Difficile dire se abbia prevalso più il cuore o la ragione dove cuore sta per un legame affettivo che dura da oltre 10 anni tra il bomber e la società azzurra e ragione sta per le indubbie qualità tecniche del giocatore. Levan è un ragazzo buono, dal cuore grande e una generosità enorme; è un attaccante che non ha segnato tantissimi gol ma quei pochi li ha resi spesso speciali. Come non ricordare quello contro il Vicenza nella sfida playout che dette il via alla rimonta azzurra? Oppure quello contro il Genoa in Coppa Italia nel 2014/15 con il colpo dello scorpione o quello contro il Sassuolo, nello stesso anno ma stavolta in campionato, diventato il più veloce da parte di un subentrato in Serie A con appena 13 secondi e 20 centesimi dal suo ingresso.

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Senza dimenticare la maledetta stagione culminata con l’incredibile retrocessione quando Levan con i suoi gol trascinò la squadra fino ad un vantaggio cospicuo dilapidato poi come tutti sappiamo. Mchedlidze rappresenta anche quel cordone ombelicale che tiene la società ancorata alle proprie origini, alla propria identità, uno dei pochissimi superstiti della “vecchia famiglia” ad essersi salvato dalla rivoluzione corsiana della scorsa estate. Ho sempre sostenuto, e con me molti altri, che se Levan non avesse avuto i guai che lo hanno tormentato avrebbe fatto sicuramente una carriera più importante. Perché ha qualità superiori alle media ed è forse per questo che la società ha voluto dargli ancora fiducia. In fondo è il profilo giusto per l’Empoli che spesso va a cercare calciatori affamati e in cerca di rilancio. Proprio come lui.
 

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