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Empoli

L'Empoli in viaggio verso una nuova dimensione

di ALESSANDRO MARINAI
L'Empoli in viaggio verso una nuova dimensione

Cambio di rotta epocale per una società che sembra proiettata verso una gestione differente che ora sarà ulteriormente consolidata

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EMPOLI.  “Questo senso di familiarità che a noi negli anni ci ha pagato tanto alla fine era diventato il nostro punto debole». Così il presidente Fabrizio Corsi, poco più di un mese fa nell'immediato post partita di Empoli-Novara, gara che ha sancito la matematica promozione degli azzurri in Serie A. L'ormai famoso “piazza pulita” della scorsa stagione è partito tutto da lì, da quella convinzione maturata mentre la squadra sprofondava in B.

Un cambio di rotta epocale per questa società che di colpo ha cancellato il concetto di famiglia e proiettato l'Empoli in un'altra dimensione. Per una scelta precisa, poi se questa sia stata una pura e ferma volontà o una necessità per adeguarsi ai tempi che cambiano poco importa. Ad avvalorare questa tesi anche la scelta di colui al quale è stato affidato il compito di dare un'impronta nuova alla società: Andrea Butti.

Eravamo abituati a direttori “alla mano”, di quelli ai quali dai del tu e con i quali potevi tranquillamente instaurare un rapporto confidenziale, più uomini di campo che di scrivania. Siamo passati ad un manager puro in giacca e cravatta, laureato, con esperienze maturate a livello internazionale e con amicizie importanti. Uno che sa il fatto suo e che lo ha dimostrato col lavoro svolto, uno che porta avanti il suo modello di gestione di società nonostante talvolta cozzi con le nostre abitudini, il nostro ambiente. Ci dovremo abituare perché l'impressione è che con l'avvento della Serie A questa nuova gestione si consoliderà ulteriormente.

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Non sto dicendo che si tratta di una cosa negativa, ma di un passaggio importante che dovrà essere metabolizzato da tutti, all'insegna di nuove regole e pari opportunità senza privilegi per nessuno e in questo, se pensiamo alla stagione appena conclusa, qualcosa da perfezionare c'è. L'Empoli vuole crescere, è ambizioso e punta a stare al tavolo delle grandi in pianta stabile. Compito arduo ma affascinante, sostenuto da una dirigenza giovane, con la spinta di Rebecca Corsi e l'intraprendenza dello stesso Butti e Accardi, sotto la supervisione del presidente.

All'orizzonte il progetto stadio che aspetta soltanto la posa in opera del primo mattone e che a questo punto diventa fondamentale per completare il progetto di crescita societario. C'è la giusta competenza calcistica ed una buona organizzazione societaria per riuscire nell'intento, basta non perdere l'umiltà. Alla soglia dei 100 anni potremmo dire che l'Empoli vuol diventare grande. Pardon, grandissimo perché grande lo è già.
 

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