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Empoli, è dura trovare qualcuno non all'altezza della Serie A
Fra la grande festA e il futuro con i primi rumors di mercato
EMPOLI. tipo di atteggiamento con il quale l'Empoli sta affrontando il finale di stagione è la classica ciliegina sulla torta di un’annata straordinaria. Senza regalare nulla a nessuno, senza scansarsi, al netto di una motivazione che per foprza di cose non può essere la stessa di chi insegue ancora un traguardo, continua a produrre gioco ed accumulare punti.
A Brescia c'è stato un episodio che è andato addirittura oltre: sull'1-0 l'ammonizione a Terracciano per perdita di tempo. Con la Serie A in tasca da due settimane. Non esiste cartellino giallo che abbia gasato più di questo. Professionalità e rispetto, lo abbiamo ripetuto spesso in queste ultime gare ma è doveroso sottolinearlo ogni volta. Il 2-0 di Brescia con le reti dei gemelli del gol Caputo e Donnarumma, saliti a 48 centri, hanno permesso ai due attaccanti azzurri di superare un'altra grande coppia gol formata da Immobile e Insigne che nella stagione 2011/12 nel Pescara si fermarono a 46. Il muro dei 50 è ad un passo, a portata di mano anche se manca una sola partita per chiudere il campionato, ma con un avversario, il Perugia, che non ha molto da chiedere a questa gara se non prepararsi al meglio in vista dei playoff che si preannunciano emozionanti, considerando soprattutto che Empoli segnerà l'esordio di Alessandro Nesta su una panchina italiana.
Andreazzoli vuole vincere per regalare l'ennesima gioia ai tifosi, per mantenere un'incredibile imbattibilità e per non rovinare il clima di festa che si respirerà al Castellani con la premiazione ufficiale della Lega di B al termine del match. Poi il giro in pullman scoperto per le vie cittadine per l'abbraccio della gente a questa squadra che rimarrà nella storia del club e che cercherà di regalare soddisfazioni anche nella massima serie.
È stata pure la settimana della Top 11 della Serie B dove chiaramente c'era tanto azzurro ma nemmeno troppo; Gabriel, Luperto, Krunic e Caputo oltre ad Andreazzoli. C'è da chiedersi perché non ci fossero stati tutti gli altri, domanda peraltro legittima se pensiamo al campionato fatto da Di Lorenzo o Pasqual, Castagnetti o Bennacer, Zajc o Donnarumma. Domanda che ancora una volta ci dà lo spunto per capire la grandezza di questa impresa centrata da un gruppo eccezionale nel segno, come ama dire il tecnico, dell'amicizia.
La chiusura della stagione è il tempo in cui si iniziano a sentire le prime voci di mercato, i primi rumors. La rosa andrà sicuramente rinforzata per affrontare un campionato impegnativo come la Serie A, ma da qualche settimana mi chiedo continuamente chi, della formazione base, dovrebbe essere sostituito perché non considerato all'altezza. Al momento non ho trovato risposta.
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