Il Tirreno

Empoli

Tafi-Campigli show e nella finalissima trionfa la Ferruzza

di Alessandro Marmugi
Tafi-Campigli show e nella finalissima trionfa la Ferruzza

Il primo crea, il secondo segna: il titolo torna a Fucecchio Alla Casa Culturale non basta il rigore firmato Quaglierini 

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EMPOLI. È la notte della Ferruzza, è la sua partita, è la sua festa. Una prova maiuscola, condita da quel pizzico di sofferenza che rende i successi ancora più belli, porta i fucecchiesi sul trono del calcio Uisp dell’Empolese-Valdelsa. E il trionfo arriva al termine di un atto conclusivo degno. Condito dal temporale ma, soprattutto, vibrante e divertente per merito di vincitori e anche di vinti.

Primo tempo. Formazioni tipo per le due compagini. Parentini schiera in avanti come unica punta Amgerame, Matteoli invece recupera sia il portiere Bertini che il difensore Chiuchiolo, in dubbio alla vigilia a causa di due scontri di gioco rimediati nella semifinale col Gavena. Uno dei grandi protagonisti della prima frazione, però, è il maltempo. Tuoni e fulmini si abbattono sul Castellani con un violento temporale, che di primaverile ha ben poco, a innaffiare il Castellani e a rallentare il gioco delle due squadre. Sotto il diluvio sembra trovarsi più a suo agio la Ferruzza che, pronti via, ha subito un'occasionissima. Camilletti pesca Angerame che tutto solo entra in area ma si fa ipnotizzare da Bertini. I bianconeri si muovono meglio soprattutto in contropiede grazie ad uno scatenato Gianluca Tafi che imperversa sulla fascia e che alla fine sarà, per distacco, il migliore in campo. Ed è proprio un suo assist a sbloccare il match. Su punizione dalla trequarti, al 23’, il centrocampista pesca Campigli che di testa batte l’incolpevole Bertini. Per la Casa Culturale, invece, l'unico lampo è firmato da Telloli, ma il suo sinistro al volo è debole e viene domato da Cecconi. Troppo poco per impensierire i bianconeri che riescono ad avere il predominio del campo.

La ripresa. E l’intervallo non riesce a invertire il trend, visto che la ripresa si apre esattamente con lo stesso copione. Ovvero la Ferruzza più in palla. Non a caso Angerame è il primo a provarci, al 6’, e pochi secondi dopo i fucecchiesi alzano di nuovo le braccia al cielo del Castellani. È ancora Tafi a disegnare l’assist, stavolta su calcio d’angolo, è ancora Campigli che con una capocciata fa male alla Casa Culturale e porta i suoi avanti di due. Per la truppa di Matteoli, ovviamente, è un duro colpo. Ma la squadra h il grande merito di non uscire dal match, nonostante il passivo, ma anzi di cercare di riaprirlo attingendo dalle ultime riserve del serbatoio delle energie. Il più pericoloso, in questo senso, è ancora Telloli che al 19’, complice una deviazione della difesa fucecchiese, vede una sua punizione stamparsi sul palo. Sempre lui ci riprova al 27’, ma senza trovare il bersaglio grosso, mentre poco dopo la Casa Culturale chiede, invano, un penalty per un presunto fallo di mano in area. I sanminiatesi sono ormai in pianta stabile nella metà campo avversaria e a 5’ dalla fine Paolini commette fallo in area su Bozzi: dal dischetto, Quaglierini riapre i giochi (è il 36’). Ma non c’è più tempo. La Ferruzza resiste agli ultimi assalti e torna campione dopo la vittoria nella stagione 2014/2015 e la finale persa un anno fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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