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«L’Empoli? La serie A può perderla solo lui»
Sandro Pochesci, ex mister della Ternana, era a seguire gli allenamenti di Andreazzoli. «Centrocampo fortissimo, ma se devo scegliere dico Maietta»
EMPOLI. Contro l’Empoli quest’anno ha raccolto un pareggio e una sconfitta, ma sia all’andata che al ritorno è riuscito a mettere in difficoltà gli azzurri. Sandro Pochesci si ricorda bene le due sfide, soprattutto quella del Castellani. «Se nel finale segnava Tremolada – dice con un sorriso – la vincevamo noi». L’ex allenatore della Ternana ieri era al Castellani a seguire gli allenamenti di mister Andreazzoli con i colleghi del master Uefa Pro (insieme a lui tanti nomi illustri del calcio da Fiore a Suazo, passando per Legrottaglie). Lui, che la serie B l’ha respirata fino a qualche settimana fa non ha dubbi: gli azzurri hanno la strada spianata verso la A. «L’Empoli la serie A la può solo perdere – dice il tecnico – ci sarà solo una bagarre per il secondo posto, dopo la vittoria di Foggia e l’ottimo punto a La Spezia gli azzurri hanno dato dimostrazione di forza. Hanno segnato 4 gol al Parma, al Palermo e al Perugia, i numeri parlano da soli».
Lei però con la sua Ternana ha sfiorato due volte l’impresa…
«Siamo stati una delle poche squadre della bassa classifica che ha provato a giocare a calcio. Non abbiamo fatto barricate, ce la siamo giocata a viso aperto. Anche qui al Castellani, poi Castagnetti ha fatto il gol dell’anno e l’Empoli ha vinto. I primi venti minuti hanno giocato benissimo poi eravamo riusciti a metterli in difficoltà. Abbiamo provato a bloccare i terzini e avevamo fatto le scelte giuste».
C’è un calciatore che considera fondamentale per l’Empoli?
«A Foggia ero a vedere la partita e devo dire che il reparto di centrocampo è davvero forte. Ma se devo dire un giocatore dico Mimmo Maietta. Ad inizio stagione l’Empoli concedeva molto in difesa ed è stato bravo il direttore a prendere un giocatore importante e a cambiare l’allenatore scegliendo un profilo giusto. Poteva andare anche male e invece è cambiato tutto in meglio. Poi mi piace molto Zajc al quale Andreazzoli ha trovato un’ottima collocazione».
Andreazzoli è una sorpresa?
«Sono tifoso della Roma e lui è ricordato spesso per quella finale persa nel derby di Coppa Italia. A me ha sorpreso perché gioca un bel calcio, il 4-3-1-2 che piace a me, puntando molto sui terzini. Ha cambiato tutto. Ha migliorato una squadra che prendeva molti gol. Con l’intuizione di inserire il trequarti ha dato la svolta. Mi fa piacere vedere che l’Empoli fa risultato».
Come mai?
«Perché in serie B si diceva che vincono le squadre che non giocano a calcio. Invece questo Empoli testimonia che quando c’è un allenatore con le idee chiare nel gioco del calcio si può vincere anche in serie B dove spesso hanno la meglio la fisicità, l’agonismo e i palloni alti».
Adesso arriva la Pro Vercelli, una gara da prendere con le molle…
«In B non si può dare niente per scontato, ma l’Empoli è esperto per cadere in questi tranelli. I piemontesi erano ripartiti bene con il ritorno di Grassadonia, facendo quattro risultati utili poi hanno avuto qualche battuta d’arresto. Sono sicuro che tra qualche settimana gli azzurri potranno festeggiare».
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