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La grande spinta del popolo azzurro
Alla fine erano più dei 600 i tifosi al seguito della squadra Sono arrivati in Liguria con treno, pullman e auto proprie
LA SPEZIA. «Chi viene allo stadio ci sta sempre vicino e ci aiuta tanto, mi piacerebbe vedere qualche tifoso in più». Non è passato un secolo da quando il tecnico azzurro, Aurelio Andreazzoli, pronunciò queste parole. E, il popolo azzurro, non si è fatto pregare. Spettacolare, ieri, il colpo d’occhio al Picco con i tifosi al seguito di Pasqual e soci che alla fine erano anche più, molto di più, dei 500 che il presidente dell’Unione club, Athos Bagnoli, aveva fissato come obiettivo per questa partita. Fra treno, pullman e auto proprie, infatti, alla fine erano più di 600 i tifosi dell’Empoli che hanno prima sofferto e poi gioito insieme alla squadra per un pareggio che somiglia tanto a una vittoria. Una grande spinta, una grande dimostrazione d’affetto.
Anche perché, soprattutto per chi è andato in treno, qualche piccolo intoppo logistico c’è stato. Nonostante le richieste non solo dalla tifoseria ma anche delle forze dell’ordine, infatti, il convoglio partito da Empoli poco prima delle 12 era già abbastanza pieno di turisti e non tutti, all’inizio, hanno trovato posto. All’altezza di Pisa, però, le cose sono migliorate. E comunque niente in grado di contenere l’entusiasmo che gli azzurri hanno riacceso, dopo la tremenda passata stagione, e che è diventato un’arma in più.
Mentre la sfida contro i liguri ha presentato tutte le difficoltà previste alla vigilia, infatti, la curva azzurra non ha smesso un attimo di spingere i propri beniamini. E, alla fine, proprio sotto i loro occhi Piu ha messo alle spalle di Manfredini il pallone del pari. Così, alla fine, con la corsa sotto la curva degli azzurri sembrava quasi di essere... al Carlo Castellani.
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