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La mossa di “nonno” Aurelio
Con un cambio tattico in corsa Andreazzoli ha aggirato il muro della Salernitana
EMPOLI. La sensazione è questa da tempo: sarà pure “nonno”, Aurelio Andreazzoli, ma di sicuro la mente è lucida e il pensiero veloce. Certo il soprannome che il popolo azzurro gli ha appiccicato addosso gli piace sempre di più, certo il nipotino (che adora) da una manciata di mesi è arrivato davvero, ma ogni volta che ti sembra di averle viste tutte, o almeno di poterle intuire, ecco che lui piazza la mossa a sorpresa. Che, cosa ancora più importante, non solo sono in attese per gli osservatori ma soprattutto per gli avversari.
LA MOSSA. Come è successo, e non è certo la prima volta, nel corso del match con la Salernitana. Una partita difficile, complicata. Per la assenze di alcuni e le non perfette condizioni di altri, ma anche per l’atteggiamento dei campani. Che Colantuono, alla fine, ha deciso di schierare a specchio (ovvero 4-3-1-2 contro 4-3-1-2) per trasformare il match in una lunga teoria di duelli individuali. Ogni azzurro aveva un uomo appiccicato addosso e, per molto tempo, la difesa degli ospiti iniziava... dagli attaccanti che alzavano il pressing fino al limite dell’area di rigore di Gabriel. Difficile, insomma, trovare i varchi. Ma prima ancora che si scatenasse il ciclone Rodriguez, proprio Andreazzoli ci ha messo del suo piazzando una mossa, inedita, che ha cambiato (molto) lo scacchiere tattico. Dal solito schema col rombo, infatti, dopo un’ora di gioco il tecnico è passato a un 4-4-2 non certo lineare che, di fatto, ha segnato l’inizio della riscossa.
PIÙ AMPIEZZA. Visto che il muro campano non dava segni di cedimento, in sostanza, l’allenatore ha scelto di provare ad aggirarlo. E lo ha fatto rischiando pure qualcosa. Oltre ad allargare Zajc a destra, infatti, le novità hanno riguardato anche Bennacer, che si è accentrato per fare il doppio play con Castagnetti, e Pasqual, che si è piazzato praticamente a metà strada fra le linee di difesa e centrocampo. Risultato: gran taglio di Bennacer sulla sinistra per Pasqual, controllo e cross calibrato per Rodriguez che brucia Schiavi e infila Radunovic. Insomma, per dirla in una sola parola: bingo. Il resto lo hanno fatto Maietta e Luperto, che per diversi minuti hanno giocato un costante “uno contro uno” con gli attaccanti ospiti, ma senza mai perdere un duello.
PIÙ COPERTURA. Nel finale, poi, un altro cambio che, però, stavolta non era del tutto inedito (dopo la beffa patita con l’Avellino era già stata proposta). Ovvero dentro Polvani al posto di un giocatore offensivo (stavolta Zajc), per chiudere con la difesa a 3 e, quindi, permettere alla retroguardia di gestire i cross in arrivo dalla lunga distanza con il conforto della superiorità numerica nel cuore dell’area.
ADATTAMENTO. Due cambi in corsa, insomma, per riuscire a superare una tosta Salernitana e le difficoltà contingenti. Due cambi in corsa che hanno permesso agli azzurri di evitare un’altra trappola e proseguire la marcia. E stavolta, “nonno Aurelio” sembrava quasi Clint Eastwood nei panni del sergente Thomas Highway che, nel film “Gunny” formava i sottufficiali dei Marines partendo dal motto «improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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