Il Tirreno

Empoli

Da portiere a... tifoso «Questa squadra è davvero speciale»

di David Biuzzi
Da portiere a... tifoso «Questa squadra è davvero speciale»

Fuori per infortunio, ma Provedel non molla niente «C’è qualità e voglia di crescere. Gabriel? È fortissimo»

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EMPOLI. Aveva torto Arthur Schopenhauer. Il filosofo tedesco, è vero, è stato uno dei maggiori pensatori del XIX secolo, ma quando teorizzava che «la lontananza e la lunga assenza vanno a scapito di ogni amicizia» non aveva intuito cosa poteva capitare, in casa Empoli, dopo un grave infortunio. Come quello che, il 29 gennaio scorso, ha costretto Ivan Provedel a togliersi momentaneamente scarpini e guanti. Neanche una frattura alla tibia della gamba destra, però, è stata sufficiente per togliere di mezzo il ragazzo di Pordenone. Che, operato due giorni dopo, cioè il 31 gennaio, il 2 febbraio era già al Carlo Castellani per accompagnare, da lontano ma non troppo, i suoi compagni al trionfo sul Palermo. E, da quel giorno, in pratica non se n’è più andato. Arrivando prima sorretto da due stampelle e, ora, da una sola...

«Sì, un primo passo è stato fatto – racconta l’estremo difensore – per ora sto lavorando soprattutto sul tono muscolare, ma il primo controllo (venerdì scorso, ndr) è andato bene. A 30 giorni dall’operazione ho potuto mollare una stampella. Dalla prossima settimana spero di poter fare a meno anche della seconda e, quindi, cominciare anche ad allenarmi in campo».

Il rientro è previsto per...?

«No, nessuna previsione. È il primo grave infortunio della mia carriera e voglio fare un passo alla volta. Ma fatto per bene».

Ricorda l’infortunio o ha rimosso?

«No, lo ricordo perfettamente. Un contrasto fortuito, come tanti. Di cui Zini non ha nessuna colpa, al massimo posso aver sbagliato io. Comunque ho capito subito che mi ero fatto male davvero, che non era una delle tante botte che avevo già preso. Ho sperato di sbagliarmi, ma sotto sotto lo sapevo».

E veniamo al dopo: “in campo lo vedevo che siete speciali e forti, ma da fuori ho visto quanto siete unici” ha scritto su Instagram dopo la vittoria sul Palermo. Conferma il suo pensiero?

«Sì, assolutamente sì. Dal campo pensi alle dinamiche del gioco, da fuori si notano altre cose».

Ad esempio?

«Che questo è un gruppo di ragazzi che ha sempre voglia di migliorarsi, di vincere. Che ha qualità e fa di tutto per farla vedere. Ma che sa anche soffrire».

È vero, come disse Andreazzoli, che la sua camera d’ospedale sembrava lo spogliatoio?

«Verissimo. Erano tutti lì a trovarmi. Mi hanno dato forza. Ci vogliamo bene. E secondo me si vede anche sul campo».

L’Empoli è un bel vedere, insomma.

«È tanta roba. Davvero».

Un po’ le brucia essere uscito proprio mentre la difesa si registrava?

«Non rosico. Anzi, sono contento. Fra l’altro non è una sorpresa, perché già prima del mio infortunio stavamo migliorando. E, ribadisco, lo spirito dell’Empoli è quello di crescere sempre. Partita dopo partita e allenamento dopo allenamento».

E di Gabriel che ci dice?

«Che è forte. Molto forte. Ci ha messo due secondi ad ambientarsi, sembra sia qui con noi da sempre. I compagni lo hanno aiutato, ma lui ci ha messo del suo. Gabriel è sopra le righe come atleta e come uomo. Tifo per lui. E, ovviamente, tifo per l’Empoli».

Da tifoso speciale che partita si aspetta contro l’Entella?

«Simile a quella contro l’Avellino. Chi gioca contro di noi, ormai, cerca di sporcarci le partite. Non è facile scardinare avversari sempre chiusi, arroccati, ma i ragazzi hanno dimostrato di saperlo fare».

Contro l’Avellino, però, qualcosa non ha funzionato...

«Non la vedo proprio così. L’Empoli ha fatto la partita che doveva fare. Cercando sempre di giocare, senza mai farsi prendere la tentazione del lancio lungo ma manovrando palla a terra come sappiamo fare. Certo, col senno di poi viene da dire che non l’abbiamo chiusa, ma la verità è che abbiamo avuto occasioni fino alla fine. Non c’è riuscito, magari, ma questo è un altro discorso. Poi, al primo tiro e a tempo scaduto, loro hanno pareggiato. Ma con prestazioni così secondo me capiterà poche volte».

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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