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Ezio lancia Aurelio «È l’uomo giusto per inseguire la A»

di Alessandro Marmugi
Ezio lancia Aurelio «È l’uomo giusto per inseguire la A»

Gelain racconta i segreti di Andreazzoli «Empoli, hai preso un maestro della difesa»

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EMPOLI. Guarda quelle linee tratteggiate sull’erba del sussidiario e la mente vola qualche anno fa. Già Ezio Gelain, quel campo, con delle righe bianche particolari se lo ricorda bene. No, questa volta alla memoria non gli tornano in mente gli allenamenti o le tante partite giocate con la maglia dell’Empoli. No, ripensa alle lezioni del corso di Coverciano sulla difesa, quelle fatte nel 1999 all’ombra delle colline fiorentine. Insieme a lui Claudio Foscarini, Luciano Spalletti e proprio Aurelio Andreazzoli, il mister azzurro. Ricordi di giovani allenatori ad inizio carriera, poi ritrovatisi da avversari sui palcoscenici più importanti. L’ex tecnico del Livorno è passato in queste ore al Castellani a salutare un vecchio amico, l’uomo che ha il compito di riportare gli azzurri in serie A.

Una visita di cortesia...

«Con Aurelio ci conosciamo da tanti anni, non avevo avuto ancora l’occasione di passare, allora sono venuto per salutarlo e anche per vedere un po’ il tipo di lavoro che fa».

Può essere l’uomo giusto per l’Empoli?

«Senza dubbio è un allenatore di valore, ha grande preparazione, ha lavorato molto con Luciano Spalletti in un ambiente di quelli difficilissimi, anche nella gestione della piazza e dei calciatori. Ha tutte le carte in regola per fare bene in questa situazione».

Quali sono le sue doti?

«Abbiamo fatto praticamente il corso a Coverciano insieme. Secondo me è un maestro della difesa, è stato uno dei primi a difendere a zona e conosce tutti i segreti. E poi è preparatissimo anche sulle palle inattive, soprattutto a difendere in quel tipo di situazioni. La sua tesi sui calci da fermo la usiamo ancora come punto di riferimento».

L’ha sorpresa l’esonero di Vivarini?

«Le cause dell’esonero di Vivarini le sa solo le società, l’Empoli ha dimostrato di credere molto alla promozione. La società sa benissimo che se arrivi nelle prime due della classifica è un conto, se passi dai playoff diventa tutto un attimino più difficile. Probabilmente c’era qualcosa che non convinceva e secondo la società il potenziale della squadra è da primi due posti».

Si aspettava una serie B così combattuta?

«Io me l’aspettavo sin dall’inizio, Palermo e Frosinone a livello di organico sono quelle che hanno qualcosa in più, ma credo che questo sia il campionato più equilibrato degli ultimi anni. Si sono leggermente staccate ma è tutto ancora molto giocabile e l’Empoli vuole riacciuffarle. Anche se c’è un’incognita».

Quale?

«Ora bisognerà vedere quali cambiamenti comporterà la sosta, perché spesso viene fuori un campionato totalmente diverso. Squadre che sono andate bene rischiano di non partir così bene, squadre che cambiano magari trovano ritmo. Per l’Empoli sarà particolarmente importante ricominciare col piede giusto visto che ha finito bene».

Nel mirino, in questa prima parte di stagione è finita la difesa. Invece l’attacco...

«Questo è sempre un po’ figlio dell’atteggiamento della squadra, quando tu dai qualcosa di più in attacco di conseguenza concedi sempre in fase di non possesso, ho visto diverse partite. Gli azzurri hanno avuto la partita in mano per 60 minuti, gestiva la partita, ma poi non riusciva a chiuderla. Poi prendeva gol e quando prendi gol dopo fai sempre più fatica. Aurelio lavorerà molto su questa situazione anche un po’ psicologica che si era creata, perché se andiamo a prendere i giocatori singolarmente sono giocatori di grande valore».

C’è un giocatore di questo Empoli che l’ha sorpresa?

«I due davanti sono forti, si sapeva che erano una garanzia. A me piace tantissimo Donnarumma che fa e fa fare gol. E poi c’è Krunic che è un calciatore di valore assoluto. Ma tutto l’Empoli ha grande valore».

E allora cosa serve per la A?

«Basterà solo assestare un po’ la situazione, anche dal punto di vista piscologico. Sono sicuro che l’Empoli può farcela».

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