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Empoli

Da part-time a punto fermo Miha Zajc si è preso l’Empoli

di Alessandro Marmugi
Da part-time a punto fermo Miha Zajc si è preso l’Empoli

L’ex oggetto misterioso è diventato centrale nel progetto di Andreazzoli e può essere determinante nella rincorsa alla promozione in serie A

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EMPOLI. Quando è arrivato a Empoli pareva quasi un oggetto misterioso. In pochi, lo conoscevano a parte gli addetti ai lavori che di lui dicevano un gran bene. Dopo sei mesi di apprendistato difficili, conditi dalla retrocessione, adesso, da ruolo di comprimario Miha Zajc si sta trasformando in vero e proprio protagonista. Per buona parte della stagione è stato il fantasista (o meglio centrocampista) part time della squadra. Con il cambio in panchina e l’arrivo di Aurelio Andreazzoli però qualcosa è cambiato. Adesso è lui il padrone della trequarti, il vertice alto di un centrocampo di grande qualità. Da titolare e col nuovo modulo è riuscito ad essere ancora più incisivo e adesso può essere lui la chiave di questo nuovo Empoli. L’ago della bilancia per arrivare diretti in serie A.

Un ruolo ritagliato. Il nuovo “vecchio” modulo, scelto da mister Andreazzoli, il 4-3-1-2, ha portato un incremento dei centrocampisti ma soprattutto l’innesto dal primo minuto di Zajc, che con questo schema si è assolutamente ritagliato un ruolo da protagonista. Già perché questa posizione in campo sembra davvero fatta apposta per lui, lo dimostrano i risultati ottenuti nelle due partite con Andreazzoli in panchina e nelle quali Zajc ha giostrato dietro le due punte. Lo sloveno è stato decisivo con una rete fondamentale contro il Brescia, ma ci ha messo lo zampino anche a Perugia, fornendo un favoloso assist no look a Pasqual che poi ha servito a Ciccio Caputo la palla per il momentaneo 2-1. Il tutto condito, in entrambi i casi, da un’ottima prestazione che ha consentito allo sloveno di essere sempre uno dei migliori in campo.

Fantasia part-time. Ma un contributo fondamentale Zajc lo aveva dato anche prima, quando però, complice anche il modulo utilizzato da mister Vivarini, il 3-5-2, veniva impiegato solamente a partita in corso. Di gare da titolare alla fine dei conti ne ha giocate solamente 4 mentre per 15 volte è subentrato a partita in corso. Ma nonostante l’impiego quasi sempre part-time alla fine dei conti, sommando anche le ultime due partite i suoi numeri non sono davvero niente male. In appena 741 minuti giocati infatti, Zajc ha realizzato 4 gol e 5 assist, riuscendo ad essere in alcune occasione davvero decisivo e agganciando nella classifica delle assistenze Krunic e Untersee, piazzandosi dietro al solo Pasqual, re degli assist azzurri. In più, dei 4 gol segnati, quasi tutti sono stati decisivi. Oltre a quello col Brescia infatti è stata importantissima la rete messa a segno sul campo del Novara, che è valsa il pari agli azzurri, e anche quella col Cesena, nel 5-3 casalingo che ha evitato all’allora squadra di Vivarini una brutta figura nel finale col ritorno in partita dei romagnoli. A queste va aggiunta anche la splendida punizione contro l’Avellino, inutile ai fini del risultato ma sicuramente uno dei gol più belli messi a segno dagli azzurri in questa stagione.

L’ago della bilancia. Adesso, nel girone di ritorno, può davvero essere lo sloveno l’ago della bilancia che può far cambiare il campionato dell’Empoli. In quel ruolo, che è a lui decisamente più congeniale, rispetto a quello di interno, ha la possibilità finalmente di esplodere e magari di aiutare gli azzurri a ottenere quel cambio di passo necessario per provare ad ottenere la promozione diretta in A. Una nuova primavera sta arrivando e Zajc è pronto a sbocciare e a trasformarsi da promessa a vera certezza azzurra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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