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Operazione rimonta Empoli, per la serie A devi mettere il turbo

di Alessandro Marmugi
Operazione rimonta Empoli, per la serie A devi mettere il turbo

La media che ha fruttato 34 punti in 21 partite non basta Il recupero è possibile: i casi Verona e Spal lo dimostrano

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EMPOLI. Tentare la rimonta. O come va di moda chiamarla ora “remuntada”. Termini spagnoleggianti o meno l’obiettivo di questa prima parte del 2018 dell’Empoli è decisamente chiara. Recuperare terreno a Palermo e Frosinone e riuscire a chiudere il campionato in una delle prime due posizioni della classifica per raggiungere la serie A diretta. Una rimonta non facile perché le prime due là davanti hanno iniziato a correre, ma anche perché nella zona playoff la classifica è molto, molto più corta rispetto all’anno passato. E oltre agli azzurri ci sono più squadre pronte a tentare lo sprint decisivo.

Cambio di passo. È vero, la classifica di questo girone di andata di serie B è decisamente più livellata rispetto agli anni passati ma Palermo e Frosinone hanno fatto quel passettino in più che consente loro di avere un minimo vantaggio sulle inseguitrici e anche sugli azzurri. L’Empoli ha 34 punti, deve aumentare il ritmo perché con altri 34 punti nel girone di ritorno, ovvero con lo stesso andamento difficilmente riuscirebbe ad ottenere la promozione diretta. Arrivare alla fine dell’anno con sessantotto punti sarebbe davvero troppo poco, visto che negli ultimi anni con quella cifra non è mai arrivata la promozione diretta. E allora ecco che serve lo scatto, difficile e faticoso, ma non impossibile come dimostrano illustri precedenti.

Il sorpasso. Le statistiche tendono la mano alle prime due della classe, Palermo e Frosinone. Chi arriva al giro di boa al primo e al secondo posto quasi sempre riesce a ad ottenere la promozione diretta, ma non sempre è così. Lo dimostra l’emblematica rimonta della Spal guidata dal tecnico Leonardo Semplici della scorsa stagione. Alla fine del girone di andata del campionato 2016/2017, i ferraresi, erano quarti con 36 punti, staccati di due lunghezze dal Frosinone che occupava la seconda piazza. Una situazione abbastanza simile a quella attuale degli azzurri. Nel girone di ritorno la squadra di Semplici riuscì a mettere in cassaforte 42 punti contro i 36 di Verona e Frosinone che avevano leggermente rallentato. Un’altra rimonta da tenere d’occhio è quella del Verona nella stagione 2012/2013 quella in cui l’Empoli di mister Maurizio Sarri perse la finale playoff col Livorno. Alla fine del girone di andata il Verona era terzo, staccato di 6 punti dal Livorno e di 8 dal Sassuolo capolista a quota 48. Nel girone di ritorno i gialloblù riuscirono a recuperare mettendo a segno 42 punti contro i soli 34 del Livorno che vinse poi i playoff contro gli azzurri. Insomma la rimonta si può fare.

Uscire dalla bagarre. Ci sta tutto un paragone motociclistico. Già perché mentre Palermo e Frosinone tentano la fuga il rischio è che la moto Empoli resti invischiata nella bagarre della zona playoff quest’anno più fitta che mai. Tra il terzo posto dell’Empoli e l’ottavo, l’ultimo che vale i playoff ci sono appena 4 punti di distacco. L’anno passato erano addirittura 8 con il Benevento a quota 37 al terzo posto e l’Entella a chiudere all’ottava posizione con 29. Nel 2015/2016 invece il distacco tra il Novara (terzo) e l’Avellino (ottavo) era di ben sette punti. Insomma bisogna prima sganciarsi quelle dietro e in questo senso sarà fondamentale vincere gli scontri diretti. Fino ad oggi non proprio fortunati per gli azzurri che con le altre prime sette della classe fino ad oggi hanno ottenuto due vittorie (Bari e Parma), quattro pareggi ed una sconfitta. Da una media di 1,6 punti a partita bisognerà provare a salire ad una media di all’incirca due punti a partita. Solo così la super rimonta potrà riuscire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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