UN RIBALTONE PER INSEGUIRE LA SERIE A
di ALESSANDRO MARINAI
Week end movimentato in casa Empoli con l’esonero di Vivarini, sostituito da Andreazzoli, che ha messo in secondo piano il pareggio di Cremona, risultato che ha permesso agli azzurri di raggiungere...
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Week end movimentato in casa Empoli con l’esonero di Vivarini, sostituito da Andreazzoli, che ha messo in secondo piano il pareggio di Cremona, risultato che ha permesso agli azzurri di raggiungere il quinto risultato utile consecutivo. Ciò non è bastato al tecnico abruzzese per salvare la panchina; una decisione, quella della società azzurra, che sembrava vicina a concretizzarsi fino a circa un mese fa poi gli ultimi risultati avevano lasciato pensare che le cose si fossero sistemate. E invece no. Discutibile la tempistica societaria, sarebbe stato più logico licenziare Vivarini dopo la sconfitta di Vercelli ma c’è anche da dire che il rapporto non è mai decollato e fino ad ora si era andati avanti nella speranza che la squadra, e l’allenatore, riuscissero a compiere quel salto di qualità richiesto ma che non è mai arrivato nonostante una buona classifica. I dirigenti azzurri ritengono di aver allestito una squadra forte che Vivarini non è riuscito a far esprimere al massimo delle proprie potenzialità e da qui la decisione dell’avvicendamento. Meglio tardi che mai si suol dire in questi casi.
Ha destato non poche sorprese il nome del sostituto perché Andreazzoli, di fatto, non allena una squadra come primo responsabile da diversi anni. È stato uno storico collaboratore di Spalletti che lo volle con sé prima a Udine e poi a Roma, ma non si pensi che il nuovo allenatore dell’Empoli sia uno sprovveduto. Almeno non dal punto di vista tecnico-tattico. Ricordo che all’inizio del nuovo millennio il suo nome era molto gettonato e sulla panchina dell’Aglianese raggiunse un ottimo secondo posto in D, viatico per la conquista della storica promozione in Serie C della società neroverde la stagione successiva. Ne ha avute altre di esperienze, ma era praticamente impossibile pensare che l’Empoli potesse scegliere lui. Una scelta coraggiosa, che carica di responsabilità il neo allenatore chiamato a migliorare il rendimento di Vivarini, ma anche la società che nel giorno della presentazione è uscita allo scoperto dichiarando di puntare dritto alla serie A.
Adesso non rimane che lasciar parlare il campo perché domani è già campionato con la sfida del “Castellani” contro il Brescia e c’è curiosità per vedere quali saranno le novità più significative che apporterà Andreazzoli. È scontato un cambio di modulo con la difesa a tre che dovrebbe andare nel dimenticatoio mentre a centrocampo potrebbe essere riproposto il rombo. Niente di nuovo se vogliamo, le indicazioni portano a quel modulo che tante gioie ha regalato negli ultimi anni. Dispiace umanamente per Vivarini, ma non possiamo che augurare “buon lavoro” ad Andreazzoli..
Ha destato non poche sorprese il nome del sostituto perché Andreazzoli, di fatto, non allena una squadra come primo responsabile da diversi anni. È stato uno storico collaboratore di Spalletti che lo volle con sé prima a Udine e poi a Roma, ma non si pensi che il nuovo allenatore dell’Empoli sia uno sprovveduto. Almeno non dal punto di vista tecnico-tattico. Ricordo che all’inizio del nuovo millennio il suo nome era molto gettonato e sulla panchina dell’Aglianese raggiunse un ottimo secondo posto in D, viatico per la conquista della storica promozione in Serie C della società neroverde la stagione successiva. Ne ha avute altre di esperienze, ma era praticamente impossibile pensare che l’Empoli potesse scegliere lui. Una scelta coraggiosa, che carica di responsabilità il neo allenatore chiamato a migliorare il rendimento di Vivarini, ma anche la società che nel giorno della presentazione è uscita allo scoperto dichiarando di puntare dritto alla serie A.
Adesso non rimane che lasciar parlare il campo perché domani è già campionato con la sfida del “Castellani” contro il Brescia e c’è curiosità per vedere quali saranno le novità più significative che apporterà Andreazzoli. È scontato un cambio di modulo con la difesa a tre che dovrebbe andare nel dimenticatoio mentre a centrocampo potrebbe essere riproposto il rombo. Niente di nuovo se vogliamo, le indicazioni portano a quel modulo che tante gioie ha regalato negli ultimi anni. Dispiace umanamente per Vivarini, ma non possiamo che augurare “buon lavoro” ad Andreazzoli..
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