Piace l’Empoli in versione... Rocky
di Alessandro Marmugi
La Vivarini-band si scopre solida e concreta: zero gol subiti, più contrasti vinti. Ora serve continuità
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EMPOLI. Un cambio radicale, da spavaldo ed esuberante a solido e concreto. Quello visto in campo nelle ultime sfide di campionato è sicuramente tutto un altro Empoli. Un Empoli alla Rocky Balboa. Già, da pugile spavaldo e pronto a colpire sempre l’avversario in qualsiasi momento, lasciando la guardia scoperta, l’Empoli ha cambiato registro. Come il pugile interpretato da Sylvester Stallone adesso sa come incassare i colpi dell’avversario. Ha imparato a schivare e ad attutire gli attacchi nemici e a ribattere infliggendo dei pungi mortiferi, a colpire al momento giusto. Un Empoli trasformato che deve ancora fare qualche altro passo in avanti per completare questa sua metamorfosi ma che sembra aver acquistato quella solidità che tutti chiedevano a gran voce.
Saracinesca abbassata. La gara col Carpi doveva essere la gara della svolta, presto per dire se sia stato davvero così, servono le controprove, ma almeno è stata una svolta a livello di punteggio. Si, perché per la prima volta in stagione gli azzurri sono riusciti a vincere con un 1-0 vintage che non si vedeva da tempo, anzi, che in questa stagione non si era mai visto. Un piccolo record visto che gli azzurri in questo campionato hanno una media di gol incassati che è di 1, 56 a partita e che prendevano gol da 12 gare di fila. Insomma il nuovo assetto sembra aver dato maggior protezione a Ivan Provedel, come era già accaduto nella gara di Novara, nella quale gli azzurri avevano sì subito 1 gol (già comunque meno del solito), ma non avevano lasciato praticamente occasioni da gol agli avversari. Vivarini sembra aver trovato la quadra giusta in retroguardia, il rientro di Pasqual ha dato un contributo importante, ma anche l’utilizzo di Di Lorenzo come esterno di destra ha contribuito a creare maggior equilibrio. E il terzetto formato da Simic, Romagnoli e Veseli sembra dare grandi garanzie. Lo dice anche il numero dei contrasti vinti che questa volta è stato il doppio di quello degli avversari (54 contro i 27 del Carpi).
Centrocampo di sostanza. Oltre alla difesa però è il centrocampo, senza trequartista e con 3 uomini a fare filtro, a garantire maggiore protezione. Bennacer in regia, protetto da Lollo e Krunic non ha rischiato, insomma una mediana muscolare più votata a non prenderle che a far male. Insomma l’Empoli versione diga piace, adesso però deve riuscire a trovare maggiore continuità. La striscia dei risultati utili consecutivi è di 4 gare senza sconfitte, adesso serve un altro piccolo sforzo per eguagliare quella di inizio campionato dove gli azzurri erano arrivati a quota 5 partite senza perdere. Sta nascendo un Empoli un po’ vintage che avrebbe esaltato gli amanti della vecchia media inglese: vittoria in casa, tra le mura amiche del Castellani. Adesso serve un ulteriore sforzo in una trasferta complicata come quella di Cremona. I grigiorossi si trovano solo due lunghezze sotto agli azzurri, subiscono pochi gol e hanno un buon attacco. Un ottimo test per verificare se questo Empoli, formato Rocky Balboa, può fare strada.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Saracinesca abbassata. La gara col Carpi doveva essere la gara della svolta, presto per dire se sia stato davvero così, servono le controprove, ma almeno è stata una svolta a livello di punteggio. Si, perché per la prima volta in stagione gli azzurri sono riusciti a vincere con un 1-0 vintage che non si vedeva da tempo, anzi, che in questa stagione non si era mai visto. Un piccolo record visto che gli azzurri in questo campionato hanno una media di gol incassati che è di 1, 56 a partita e che prendevano gol da 12 gare di fila. Insomma il nuovo assetto sembra aver dato maggior protezione a Ivan Provedel, come era già accaduto nella gara di Novara, nella quale gli azzurri avevano sì subito 1 gol (già comunque meno del solito), ma non avevano lasciato praticamente occasioni da gol agli avversari. Vivarini sembra aver trovato la quadra giusta in retroguardia, il rientro di Pasqual ha dato un contributo importante, ma anche l’utilizzo di Di Lorenzo come esterno di destra ha contribuito a creare maggior equilibrio. E il terzetto formato da Simic, Romagnoli e Veseli sembra dare grandi garanzie. Lo dice anche il numero dei contrasti vinti che questa volta è stato il doppio di quello degli avversari (54 contro i 27 del Carpi).
Centrocampo di sostanza. Oltre alla difesa però è il centrocampo, senza trequartista e con 3 uomini a fare filtro, a garantire maggiore protezione. Bennacer in regia, protetto da Lollo e Krunic non ha rischiato, insomma una mediana muscolare più votata a non prenderle che a far male. Insomma l’Empoli versione diga piace, adesso però deve riuscire a trovare maggiore continuità. La striscia dei risultati utili consecutivi è di 4 gare senza sconfitte, adesso serve un altro piccolo sforzo per eguagliare quella di inizio campionato dove gli azzurri erano arrivati a quota 5 partite senza perdere. Sta nascendo un Empoli un po’ vintage che avrebbe esaltato gli amanti della vecchia media inglese: vittoria in casa, tra le mura amiche del Castellani. Adesso serve un ulteriore sforzo in una trasferta complicata come quella di Cremona. I grigiorossi si trovano solo due lunghezze sotto agli azzurri, subiscono pochi gol e hanno un buon attacco. Un ottimo test per verificare se questo Empoli, formato Rocky Balboa, può fare strada.
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